Anziana morta, ipotesi omicidio: sotto inchiesta sorella e cognato

17 Febbraio 2022

L’autopsia dovrà svelare se le lesioni siano dovute a episodi di maltrattamenti o a una caduta La polizia torna con la Scientifica nella casa della vittima. E i due indagati respingono le accuse

CHIETI. Ci sono due indagati per la morte di Valentina Civitarese, 78 anni, spirata venerdì scorso in ospedale, dov’era arrivata in gravi condizioni poche ore prima. La procura di Chieti ha messo sotto inchiesta i familiari con i quali l’anziana, che soffriva di una patologia degenerativa in stato avanzato, viveva in una casa di Villa Rogatti, zona periferica di Ortona: la sorella Lunella, 74 anni, e il cognato Donato Di Meo, 72 anni. L’ipotesi di reato, al momento, è omicidio volontario aggravato. La premessa è che le indagini dei poliziotti della squadra mobile teatina si trovano in una fase iniziale e che i coniugi, difesi dagli avvocati Domenico Gianluca Travaglini e Maria Elena Cicconetti, negano le accuse. Per accertare la causa del decesso e verificare se le lesioni riportate dalla vittima siano compatibili con una o più cadute accidentali avvenute all’interno dell’abitazione, oppure siano legate a eventuali episodi di violenza o maltrattamenti, sarà determinante l’autopsia ordinata dal sostituto procuratore Giancarlo Ciani e affidata, ieri mattina, al medico legale Pietro Falco. L’iscrizione nel registro degli indagati ha permesso ai coniugi di nominare come proprio consulente Gabriele Paolini in vista dell’esame irripetibile in programma, sabato mattina, all’obitorio dell’ospedale Santissima Annunziata. La relazione sarà depositata entro 60 giorni.
LA RICOSTRUZIONE
La mattina dell’11 febbraio l’anziana, in uno stato di semincoscienza, è stata trasportata con un’ambulanza all’ospedale Renzetti di Lanciano dopo la telefonata fatta al 118 dagli stessi familiari. La paziente è stata sottoposta a una serie di esami e i medici le hanno riscontrato traumi e lesioni a livello toracico. La donna è stata poi ricoverata in terapia intensiva. In un primo momento, era stato preso in considerazione anche un suo trasferimento al Santissima Annunziata. Ma le condizioni di Valentina sono precipitate velocemente, fino al decesso avvenuto in serata. Il quadro clinico con cui la paziente è giunta in ospedale, però, ha insospettito chi l’ha presa in cura ed è quindi scattata la segnalazione alla polizia.
LE INDAGINI
In base a quanto raccontato dai familiari nell’immediatezza dei fatti, la 78enne sarebbe caduta in casa in diverse circostanze: l’episodio più rilevante risalirebbe a una decina di giorni prima del decesso. Anche in precedenza, dunque, l’anziana era stata visitata ed era stato informato il medico curante. Già venerdì notte c’è stato un primo sopralluogo di pm e polizia nell’abitazione di Villa Rogatti. Una nuova ispezione degli investigatori e degli agenti della Scientifica c’è stata martedì.
LA DIFESA
«Valentina», spiega l’avvocato Travaglini, «aveva problemi di salute molto seri. I familiari si erano resi conto di come per loro fosse impossibile gestire una persona con una patologia così grave, tant’è che si erano attivati rivolgendosi al tribunale per la nomina di un amministratore di sostegno e per permettere il suo ricovero in una struttura adeguata, in modo tale da consentire le cure necessarie».
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