Anziana pestata, la verità dai video: colpi in testa anche con un mattone

I carabinieri analizzano le immagini delle telecamere per individuare l’aggressore di Irma Puca Il figlio della pensionata fu ammazzato e bruciato nel 2001 dopo una lite scoppiata a Reggio Emilia
TOLLO. Si è accanito su Irma Puca colpendola alla testa con un mattone. I carabinieri danno la caccia al responsabile dell’inquietante aggressione ai danni dell’anziana di 86 anni avvenuta mercoledì mattina a Tollo, in via del Colle. Secondo un primissimo racconto della vittima, ricoverata all’ospedale di Pescara con lesioni gravi, giudicate guaribili in 45 giorni, quell’uomo l’ha ferita a bastonate. Ma dai successivi accertamenti è emerso che, molto probabilmente, lo sconosciuto ha utilizzato anche un mattone per tramortirla. Le modalità del pestaggio fanno pensare a un vero e proprio agguato. Ecco perché l’attenzione si concentra su possibili discussioni o dissidi avuti dalla pensionata in tempi più o meno recenti. In questo senso, anche la sua testimonianza potrebbe essere determinante per circoscrivere il perimetro di una vicenda che ha allarmato un intero paese.
Di certo, chi ha picchiato l’ottantaseienne ha dato sfogo a una violenza tipica di una persona che nutre un forte risentimento o una voglia di vendetta. Insomma: qualcuno che ha agito senza preoccuparsi delle possibili conseguenze. Adesso saranno le indagini coordinate dalla procura della Repubblica di Chieti ad accertare se le azioni dell’aggressore siano state in grado persino di mettere in pericolo la vita dell’anziana, anche alla luce del fatto che il picchiatore non si è fatto scrupoli a sferrare mattonate e bastonate in testa. Appare dunque remota, se non da escludere, l’ipotesi di un tentativo di furto sfociato in rapina: Irma è stata presa di mira nel suo orto e l’abitazione è stata trovata in ordine, né risultano ammanchi. Poco percorribile è anche la pista di un folle che ha scelto la sua vittima a caso. Per dare un nome all’aggressore potrebbero risultare decisive le immagini delle telecamere delle abitazioni circostanti e dell’impianto di sorveglianza del Comune. I carabinieri hanno iniziato ad analizzare i filmati già nei minuti immediatamente successivi al pestaggio. «Sono certo che si sia trattato di un caso isolato», dice il sindaco Angelo Radica, «la speranza è che la vittima si riprenda al più presto e l’autore del grave episodio venga individuato».
Irma vive da sola da tanti anni. Rimasta vedova in giovane età, nella notte tra il 19 e il 20 febbraio 2001 ha perso il figlio in circostanze terribili: Venanzio Patricelli, 33 anni, il cui nome a distanza di più di un ventennio è ancora visibile sulla cassetta della posta dell’abitazione di famiglia, fu soffocato e poi dato alle fiamme a Reggio Emilia, nella piazza del municipio, da un giovane siciliano con il quale aveva avuto un litigio. L’assassino lo rapinò anche di cellulare, collane, catenina, anello e denaro.
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