Anziane derubate dentro casa: il ladro incastrato da un tatuaggio

11 Marzo 2022

In carcere finisce Rocco Bevilacqua, 32 anni: è accusato di fare parte di una banda criminale Il giudice: nel mirino i bersagli fragili, sono episodi che provocano un significativo allarme sociale

CHIETI. Derubare in casa «bersagli fragili», il più delle volte anziane sole o con mariti malati, è alla base del suo stile di vita e della «squadra di azione» di cui fa parte, ovvero una banda capace di organizzare «battute furtive» e destare un significativo allarme sociale. Ecco perché, secondo il giudice Luca De Ninis, il vastese di etnia rom Rocco Bevilacqua, 32 anni, va rinchiuso in carcere. Due giorni fa, i poliziotti della squadra mobile di Chieti lo hanno arrestato con l’accusa di furto in abitazione pluriaggravato e indebito utilizzo di carta bancomat. Al momento, la vittima accertata è una teatina di 81 anni. Le hanno portato via i risparmi che custodiva nel suo appartamento e i soldi che aveva sul conto corrente postale. Ma gli investigatori della terza sezione, guidati dal vice questore Miriam D’Anastasio e dal commissario Nicoletta Giuliante, sono riusciti a identificare uno dei responsabili del più odioso dei reati: a incastrarlo sono stati un tatuaggio sull’avambraccio, coperto – in occasione del furto – da un bendaggio realizzato ad hoc, e un paio di occhiali. L’ordinanza di custodia cautelare è stata firmata su richiesta del sostituto procuratore Giancarlo Ciani. Il sospetto è che l’uomo, insieme ai suoi complici, fra cui almeno due donne che si fingevano dipendenti della Asl, abbia colpito altre volte anche in città.
IL FURTO
Tutto comincia lo scorso 24 settembre. Due donne bussano a casa della vittima: assicurano di lavorare per l’azienda sanitaria e raccontano di trovarsi lì per verificare le condizioni dell’anziano marito della donna. Ma è solo un inganno per approfittare della fragilità emotiva della pensionata, che spalanca le porte alle criminali. Le ladre riescono a introdursi in camera da letto e a portare via 1.300 euro in contanti e il bancomat. Immediatamente dopo il furto, un uomo va a prelevare 600 euro con la carta sottratta all’anziana in uno sportello automatico delle Poste di San Giovanni Teatino.
L’INCHIESTA
Le indagini dei poliziotti specializzati nel perseguire i reati contro il patrimonio partono dalla visione delle telecamere dell’ufficio pubblico. Le immagini non sono di qualità eccelsa e quell’uomo indossa la mascherina chirurgica, gli occhiali da sole e un berretto. Ma i sospetti degli investigatori si concentrano subito su Rocco Bevilacqua, già in passato finito nei guai per episodi analoghi: il 32enne ha le stesse caratteristiche fisiche di quell’uomo.
IL TATUAGGIO
Non solo: il ladro immortalato dal sistema di videosorveglianza ha l’avambraccio sinistro avvolto da una pashmina, con il chiaro intento di voler nascondere un segno distintivo che possa renderlo riconoscibile. E Bevilacqua, sull’avambraccio sinistro, presenta un esteso tatuaggio tribale. Il terzo indizio è legato agli occhiali da sole ripresi dalle telecamere: gli investigatori documentano che sono identici a quelli indossati dal sospettato in altre circostanze. C’è di più: Bevilacqua, appena una settimana dopo il furto di Chieti, viene riconosciuto come autore di un furto in appartamento messo a segno a Pescara ai danni di un’anziana con modalità analoghe a quello compiuto nei confronti dell’81enne teatina. A questo punto, dopo le informative della Mobile, la procura chiede e ottiene l’arresto.
LE AGGRAVANTI
Scattano anche tre aggravanti: la minorata difesa della vittima, in stato di fragilità perché convivente con il marito malato; l’utilizzo di mezzi fraudolenti, vale a dire l’essersi spacciate dipendenti Asl delle sue complici; e l’aver commesso il fatto in almeno tre persone. Secondo il giudice, Bevilacqua va portato in cella perché è intenso non solo il pericolo di reiterazione del reato ma anche quello di inquinare le prove, considerando che potrebbe concordare versioni di comodo con le complici ancora da identificare. Bevilacqua, difeso dall’avvocato Fiorenzo Cieri, è rinchiuso nel carcere di Viterbo: nelle prossime ore avrà modo di respingere le accuse durante l’interrogatorio di garanzia.