«Anziani in fila per due ore, un’esperienza disumana»

23 Marzo 2021

CHIETI. «Quello che è accaduto a noi venerdì scorso è la normalità di tutti i giorni». Comincia così la testimonianza di una donna che ha accompagnato l’anziana madre, 93 anni, al vecchio ospedale...

CHIETI. «Quello che è accaduto a noi venerdì scorso è la normalità di tutti i giorni». Comincia così la testimonianza di una donna che ha accompagnato l’anziana madre, 93 anni, al vecchio ospedale per il vaccino: due ore passate tra i disagi. «Un’esperienza disumana», dice in una lettera al Centro, «senza rispetto delle basilari regole di distanziamento, un vero e proprio assembramento di persone “fragili” e infreddolite».
Ecco il racconto: «Ho accompagnato mia mamma, classe 1928, per la seconda dose del vaccino, al centro vaccinazioni di Chieti, nel vecchio ospedale. Appuntamento alle 16, arriviamo alle 15.45 come richiesto. Davanti al centro c’era una folla di almeno 40 persone, tutti “giovanotti” ultra ottantenni, temperatura 7 gradi e una bella arietta, giornata veramente fredda. Siamo entrate alle 17.20», dice la donna, «nonostante avessi chiesto più e più volte di far entrare almeno mia mamma per farla sedere al caldo, ma invano. L’assembramento vero e proprio», spiega, «si crea anche perché il signore che esce e chiama per fare entrare, parla con la mascherina e tono di voce normale, per cui se non sei lì attaccato alla porta, molti di questi nonni non sentono proprio la chiamata e si ammucchiano tutti vicino all’ingresso in barba alle più elementari norme di distanziamento». La domanda è questa: «Ma è possibile in una città come Chieti, ormai piena di strutture vuote a partire dallo stesso ospedale dove eravamo, persone anziane debbano fare quasi due ore di coda in piedi e al freddo? Persino le persone con le stampelle? Non contesto assolutamente i tempi di attesa, solamente le condizioni di questa attesa».