Anziani in fila per due ore «Un’odissea per i vaccini»

Protestano i pensionati in coda al vecchio ospedale con i figli e le badanti Sotto accusa la fornitura dei sieri: «Finiscono subito». Niente disagi al Pala Uda
CHIETI. Mentre al Pala Uda la vaccinazione anti Covid procede senza intoppi, nelle due sedi vaccinali del vecchio ospedale si registrano invece lunghe code e assembramenti. E quando in fila per ore al freddo c’è l’utenza più fragile, quella degli over 80, scoppia la protesta. «Noi avevamo l’appuntamento alle 11.30, siamo arrivati alle 11, ma dieci minuti dopo le 11 un medico è uscito per dire che erano finiti i vaccini. Poi sono ritornati alle 12, ma nel frattempo la coda si è allungata moltissimo», dice il figlio di un ultraottantenne in fila sabato mattina al vecchio ospedale. Stessa cosa nel pomeriggio: «Io avevo appuntamento alle 15 per mia madre 90enne. Abbiamo dovuto aspettare oltre due ore. Ed eravamo in tre, perché mia madre, da quando si è rotta il femore, non riesce a camminare da sola».
File anche ieri mattina, tanto che qualcuno ha chiamato la polizia municipale, perché la situazione era divenuta ingestibile. Nella mattinata di ieri, al vecchio ospedale sono arrivati anche Antonio Mancini e Marco Rosato, due capi-funzione del Coc, il Centro operativo comunale che il sindaco Diego Ferrara ha attivato per far fronte alla pandemia. Mancini, responsabile del Nucleo operativo Teate, si occupa della funzione relativa ai volontari; Rosati, responsabile della Valtrigno Chieti, gestisce la funzione relativa a mezzi e materiali. Entrambi hanno cercato di capire cosa inceppava il sistema. «Sicuramente c’è un problema di approvvigionamento dei vaccini, ma c’è anche il fatto che gli utenti arrivano fino a un’ora prima e questo contribuisce a intasare le file», dice Mancini.
«C’è anche il problema del riempimento dei moduli», continua Rosati, «che per alcuni anziani può essere molto complicato. Forse sarebbe il caso che li riempissero a casa, magari con l’aiuto del medico di famiglia».
Anche ieri alcuni medici hanno dovuto dire all’utenza in attesa di pazientare perché non c’erano più dosi disponibili. Il problema è dovuto al fatto che in questi giorni la Asl ha potenziato le sedi per la vaccinazione anti Covid e la farmacia ospedaliera, da cui arriva il siero, si è trovata in affanno. Dalla farmacia ospedaliera del Santissima Annunziata ieri a ciclo continuo partivano vaccini destinati a 8 sedi: due al vecchio ospedale (una all’ambulatorio vaccinale e l’altra nei locali dell’Uccp), una all’ospedale di Colle dell’Ara e una al pala Uda, per quanto riguarda Chieti, poi una a San Giovanni Teatino, una all’hospice di Torrevecchia Teatina, una al distretto di Francavilla al Mare, e una a Ripa Teatina.
La vaccinazione degli ultraottantenni viene fatta con i vaccini Pfizer, che vanno conservati a temperature bassissime (meno 80 gradi), il farmacista deve quindi prima procedere allo scongelamento e poi inviare le dosi. E ieri al lavoro nella farmacia ospedaliera c’erano solo tre farmacisti e tre infermieri.
Nessun problema, invece, al Pala Uda, dove la fila ieri scorreva senza intoppi. La nuova sede vaccinale, inaugurata venerdì scorso grazie alla sinergia tra Asl, università d’Annunzio, Croce Rossa e volontariato padovano, viene gestita direttamente dal distretto sanitario diretto da Rosa Borgia. «Nel corso di questo fine settimana», assicura Borgia, «contiamo di vaccinare mille over 80».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

