Anziani picchiati, inflitti tre anni e mezzo

23 Giugno 2018

Vasto. Sevizie nella casa di riposo Arcobaleno: condannata la titolare, ma la Procura aveva chiesto il doppio della pena

LANCIANO. Condannata a tre anni e mezzo per i maltrattamenti e le sevizie a due anziani; assolta con formula piena dall’accusa di aver causato la morte di un ospite della casa di riposo Arcobaleno. Risarcimento da quantificare in separata sede a due delle tre parti civili. È la sentenza emessa nei confronti di Carmela Guglielmo, 50 anni, imputata nel processo in Corte di assise a Lanciano perché accusata di maltrattamenti aggravati e sevizie contro alcuni ospiti della casa famiglia Arcobaleno di Vasto affidati a lei per ragioni di cure, abbandono di incapaci con l’aggravante di avere agito per futili motivi e in un caso, di aver causato la morte del pensionato Luigi Molino.
I magistrati Marina Valente, presidente; Andrea Belli a latere e i sei giudici popolari hanno riconosciuto che la donna ha maltrattato due anziani, Luisa Zara e Carmine Sozio, mentre l’hanno assolta dal capo di imputazione più grave, quello che la vedeva responsabile dell’abbandono e poi della morte di Luigi Molino, ospite della casa di riposo. Il pm Gabriella De Lucia aveva chiesto 7 anni di reclusione. Una richiesta fatta al termine di una requisitoria in cui la De Lucia aveva parlato di anziani denutriti, presi a parolacce, alcuni picchiati e legati. In aula il pm aveva anche mostrato 11 video di intercettazioni ambientali fatte dai carabinieri del Nucleo operativo di Vasto che avevano piazzato microspie e telecamere nei corridoi, nei bagni e nella sala comune, in cui si vedevano “le condotte vessatorie, le violenze fisiche e psichiche della Guglielmo verso gli anziani”. Nei video si sono visti gli schiaffi e le parolacce rivolte a Luisa Zara chiamata “bestia, animale, stronza, zozzona”. Anche per Carmine Sozio c’erano schiaffi e parolacce. Si tratta dei due anziani a cui la corte ha riconosciuto di aver subito maltrattamenti da parte della Guglielmo.
«Si tratta di episodi in cui la Guglielmo si era posta in modo più perentorio di fronte agli ospiti», aveva detto l’avvocato Alessandra Cappa, difensore della donna che ha sempre ribadito, confortata dalla perizie, che la Guglielmo non aveva mai abbandono e quindi causato la morte di Molino. «Sono state fortemente ridimensionate le contestazioni alla mia assistita», dice Cappa, «e per me è una grande soddisfazione. Il pm aveva chiesto 7 anni per tre capi di imputazione, di cui uno gravissimo, ossia aver causato la morte di un ospite. Invece per questo e per le lesioni a Molino, la Guglielmo è stata assolta con formula piena, mentre i maltrattamenti sono stati ridimensionati. L’Arcobaleno non era la casa lager che tutti hanno dipinto».
La corte si è riservata 90 giorni per depositare le motivazioni della sentenza, ma l’avvocato Cappa ha già annunciato che farà appello per la condanna a tre anni e 6 mesi e l’interdizione per 5 anni dai pubblici uffici. Il pm De Lucia si è riservata la decisione dopo aver letto le motivazioni. Il processo avrà una appendice civile. La corte ha stabilito il risarcimento danni da decidere in separata a Rufina Colantonio per Carmine Sozio (l’avvocato Alessio Mucci chiese 20 mila euro) e ad Antonella Ciuffolo per Luisa Zara, (l’avvocato Fiorenzo Cieri chiese mezzo milione di euro).
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