Anziani senza tamponi «La Asl non interviene»

La Verghetta (Residenza Casa di Elena) scrive al ministro della salute Speranza «Ignorati i miei solleciti, ora mi chiedono se ho rispettato le disposizioni»
VASTO. Da settimane chiede il controllo degli anziani ospiti della struttura che dirige senza ottenere nessuna riposta. Ieri la Asl ha chiesto a lei la documentazione sulle procedure adottate. Una richiesta che ha il sapore della beffa e alla quale Elena La Verghetta, titolare della residenza per anziani “Casa di Elena”, ha risposto indirizzando una lettera al ministro della Salute, Roberto Speranza, e per conoscenza anche alla Regione, alla Asl, al prefetto di Chieti, al sindaco Francesco Menna e al quotidiano il Centro.
«Io ho adottato tutte le precauzioni del caso per i sei ospiti della mia struttura impedendo persino ai familiari di venirli a trovare. Dopo aver chiesto per giorni i tamponi, otto giorni fa la Asl ha fatto il tampone solo a me e non ho ancora ricevuto l’esito». Elena La Verghetta nell’accorata lettera al ministro torna quindi a sollecitare tamponi preventivi e un indispensabile screening in una struttura che ospita persone così delicate. «Il 21 aprile scorso», ricorda la donna, «ho provveduto a inviare solleciti e lo stesso ho fatto il 28 aprile inviando una nuova Pec. Il 29 aprile ho provato nuovamente a telefonare, ma non ho ottenuto nessuna risposta. Ho riprovato ieri ma inutilmente. In compenso la Asl chiede a me tutta la documentazione sui dispositivi di sicurezza adottati. A questo punto, visto che non ho ottenuto nessuna considerazione, sono costretta a denunciare l’inerzia manifestata nell’inadepienza del monitoraggio. Un fatto grave per la salute di tutti in un periodo di emergenza, dove le competenze, le professionalità e la collaborazione sono e diventano cardini di una attenta gestione della prevenzione. Nel silenzioso inadempimento», rimarca la dirigente delle struttura, «si potrebbero assumere i connotati giuridici della omissione dolosa o colposa, se non anche una incongruenza con quella manifestazione espressa di difesa del cittadino nella prevenzione della salute. Il sospetto è che il comportamento del silenzio sia un rigetto dell’istanza che ho fatto e che non risolva in sostanza la situazione ponendo sempre più la gravità sul fondamentale diritto alla salute. Io sono certa che il ministro aiuterà i miei ospiti ad essere tutelati. A maggior ragione in vista del 4 maggio quando il lockdown sarà allentato». (p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

