Anziani truffati, due condanne «Si indaghi anche sui complici»
CHIETI. Sono stati condannati a un anno e 4 mesi di carcere a testa per la tentata truffa nei confronti di un’anziana di 75 anni. A distanza di poche ore dall’allarme raggiri scattato in città, con...
CHIETI. Sono stati condannati a un anno e 4 mesi di carcere a testa per la tentata truffa nei confronti di un’anziana di 75 anni. A distanza di poche ore dall’allarme raggiri scattato in città, con due pensionate derubate di quasi 10mila euro, è arrivata la sentenza del giudice del tribunale di Chieti, Luca De Ninis, per un episodio avvenuto il 9 maggio scorso. Nei guai sono finiti due giovani napoletani: Salvatore Ottati, 19 anni, e Giuseppina Capobianco (28). Gli imputati hanno potuto beneficiare dello sconto di un terzo della pena per aver scelto il rito abbreviato. Ma il caso non si chiude qui: il giudice ha disposto il trasferimento degli atti al pubblico ministero perché proceda per l’ipotesi di concorso in tentata truffa anche a carico dei due titolari della ditta che ha affittato l’auto a Ottati e Capobianco per compiere il reato.
Ma torniamo a quel giorno di maggio. Sono le 11 del mattino quando l’anziana, che ha evidenti problemi di deambulazione, riceve una chiamata sull’utenza fissa. A rispondere è l’amica. L’interlocutore, che si presenta come il nipote della pensionata, dice che di lì a poco sarebbe arrivato il postino per recapitare un pacco: «Io ho già pagato 1.000 euro, ora tu anticipamene altri 2.000 alla consegna, altrimenti perdo anche l’acconto». La donna si insospettisce subito. La conferma definitiva che si tratta di un imbroglio arriva nel momento in cui chiede all’interlocutore: «Ma sei Giovanni?». E il truffatore, dall’altro capo del telefono, risponde di sì, senza considerare che in precedenza si era presentato come “Lollo”. A quel punto l’amica della padrona di casa, prima dell’arrivo del presunto corriere, allerta la polizia. Quando giunge l’ennesima telefonata, gli agenti della squadra mobile sono già nell’abitazione della pensionata. «Vanno bene anche 700 euro», dice il telefonista alla donna quando questa fa presente di non avere la somma richiesta in casa. Fatto sta che, pochi minuti prima di mezzogiorno, i poliziotti vedono arrivare in via Colle dell’Ara una Lancia Musa guidata da una donna e con a bordo un ragazzo. Il giovane scende dall’auto e viene fermato dopo aver suonato al citofono: il pacco contiene crackers. Nel frattempo, viene bloccata anche l’autista. (g.let.)
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