Anziani truffati, spariscono 10mila euro

16 Ottobre 2019

Due pensionate di via Don Minzoni e via dei Platani ingannate con il trucco del pacco per il nipote. Sventato un terzo colpo 

CHIETI. «Buongiorno signora, dobbiamo consegnare un pacco per suo nipote». È la frase chiave che spalanca le porte ai truffatori. Così due anziane teatine, nel giro di neanche tre ore, sono state derubate per un totale di quasi 10mila euro. Una terza donna ha sventato il raggiro grazie all’intervento della figlia. Ma questi sono solo i casi sui quali indaga la polizia: il numero delle vittime, che spesso non denunciano per vergogna, potrebbe essere maggiore. Adesso la squadra mobile di Chieti è sulle tracce dei delinquenti. Non è da escludere che i truffatori siano gli stessi della banda – con base operativa a Napoli e tentacoli protesi in tutta Italia – di cui facevano parte i due uomini arrestati lo scorso agosto con l’accusa di aver portato via migliaia di euro a un teatino di 92 anni e a una lancianese di 79. Una cosa è certa: dopo gli ultimi episodi, in città è scattato di nuovo l’allarme per il più odioso dei raggiri.
La gang torna a colpire lunedì mattina. Sono le 11 quando un’anziana di 82 anni, residente in via Don Minzoni, riceve una telefonata sull’utenza fissa da parte di uomo che sostiene di dover consegnare un pacco ordinato dal nipote: «Occorrono 4.800 euro». A distanza di poco tempo la pensionata, che fornisce allo sconosciuto anche il numero di cellulare, viene contattata sul telefonino da un ragazzo che dice di essere suo nipote. In realtà, è solo un modo per non consentire alla malcapitata di parlare con qualche familiare o rivolgersi alla polizia. Trascorre ancora qualche minuto e a casa della vittima si presenta un ragazzo di 25 anni con i capelli corti scuri, un paio di occhiali da sole e uno zainetto sulle spalle: indossa i jeans e una felpa grigia. Il ragazzo si fa consegnare i 4.800 euro che l’anziana custodisce nell’appartamento alle porte del centro storico, saluta e si allontana velocemente. Come se non bastasse, la banda va alla carica una seconda volta. L’82enne riceve un’altra telefonata dal finto corriere: «Signora, dobbiamo fare una nuova consegna». Passa qualche istante e torna a farsi vivo anche il sedicente nipote. Così l’anziana cade nel tranello anche in questa circostanza, consegnando altri 3.600 euro allo stesso giovane. Ma non è finita qui. I truffatori e il falso nipote tentano il terzo colpo: il ragazzo piange al telefono e supplica l’anziana di pagare ancora, altrimenti per lui saranno guai. La pensionata capisce che si tratta di una truffa solo nel momento in cui gli interlocutori, compreso che non ha più contanti in casa, la invitano a consegnare l’oro. Ma, quando la vittima si accorge che i due pacchi consegnati contengono risme di carta, è troppo tardi.
Alle 14, nel mirino finisce una seconda anziana, di 86 anni, che vive in via dei Platani. Il modus operandi è identico e la pensionata consegna 800 euro a un giovane, con i capelli corti e una maglia azzurra, che si spaccia come corriere. Poco dopo, i truffatori ci riprovano chiedendo 4mila euro. La malcapitata, rimasta senza soldi in casa, va dalla vicina per averli in prestito. Ed è quest’ultima a metterla in guardia, evitando l’ulteriore raggiro.
Cosa fare per evitare le truffe? Sembra banale, ma la prima regola è non aprire agli sconosciuti. Se l’errore è stato fatto, la cosa migliore è avvisare immediatamente 113 e 112 dando la descrizione dei soggetti sospetti. «Fatelo, anche se la truffa fallisce, perché così ci permettete di bloccarli prima che bussino a un’altra porta», è la raccomandazione della polizia.