Anziano morto dopo la caduta Verità sulla tragedia entro 3 mesi

5 Marzo 2020

La procura nomina un ingegnere per accertare se l’impianto è a norma e la manutenzione adeguata Al via la consulenza con i primi sopralluoghi e l’analisi dei documenti acquisiti in Comune dalla polizia

CHIETI. La verità entro tre mesi. Sarà un esperto nominato dal sostituto procuratore Giancarlo Ciani a mettere i primi punti fermi nell’inchiesta sulla tragedia della scala mobile. Sono iniziati gli accertamenti tecnici sull’incidente avvenuto il 14 febbraio e costato la vita a Smeraldo Cremonese, 92 anni, ex postino molto noto in città. L’anziano è morto a distanza di due giorni in ospedale, dove era stato ricoverato dopo essere caduto mentre percorreva, in discesa, la gradinata fissa dell’impianto di proprietà del Comune che collega il terminal di via Gran Sasso al centro storico di Chieti. Nell’ambito del fascicolo aperto con l’ipotesi di reato di omicidio colposo, il pm ha indicato come consulente l’ingegner Pier Luigi Gianforte. Al momento gli indagati sono due: Paolo Intorbida, dirigente comunale del settore lavori pubblici, e Massimo Marchetti, amministratore unico di Teateservizi, la società a totale capitale pubblico alla quale è stata affidata la gestione dell’impianto di risalita.
I QUESITI. In primis, è necessario individuare a chi spetta la manutenzione dell’impianto ed eventuali carenze che abbiano provocato l’incidente. Bisognerà poi stabilire se la scala fissa sulla quale si è verificata la tragedia sia a norma e, soprattutto, se possa essere utilizzata come passaggio pedonale. La risposta ai quesiti arriverà entro 90 giorni. Tradotto: al momento nessuna responsabilità è stata accertata nei confronti degli indagati, difesi dagli avvocati Marco Femminella e Alessandro De Iuliis. E non è da escludere che, in seguito, il pm decida di procedere con ulteriori iscrizioni nel registro degli indagati. Il consulente, che ha già fatto un primo sopralluogo, sta analizzando la documentazione acquisita dagli agenti della squadra mobile: le indagini sono state delegate ai poliziotti della seconda sezione, che si occupano dei reati contro la persona.
L’ESPOSTO. I familiari della vittima, assistiti dall’avvocato Cristian Liberato, hanno presentato un esposto in procura per chiedere di indagare su una tragedia inaspettata. Anche perché, in un primo momento, l’anziano era stato ricoverato in clinica chirurgica con una prognosi di venti giorni. Ma, probabilmente a causa dell’età avanzata, le condizioni di Smeraldo si sono aggravate fino alla morte.
LE TELECAMERE. Il giorno della tragedia, qualche istante prima dell’anziano, è scivolato sulla rampa anche un uomo di 62 anni, residente a Francavilla, che ha riportato dieci giorni di prognosi. Le due cadute sono state riprese dalle telecamere. E i filmati sono stati sequestrati il giorno stesso dalla polizia. Il primo a rotolare lungo la scala centrale in ferro è stato dunque il 62enne, che – con un’andatura piuttosto sostenuta – ha perso l’equilibrio mentre stava superando il pedone che lo precedeva. A distanza di qualche secondo è arrivato Cremonese, con in mano due buste della spesa. L’anziano, a sua volta, è inciampato, battendo con violenza la testa a terra.
IL SINDACO. «Ho chiesto una relazione sia al settore lavori pubblici del Comune che alla Teateservizi», ha detto il sindaco Umberto Di Primio. «Ricordo che parliamo di un impianto sottoposto ad autorizzazione da parte dell’Ustiff (Ufficio speciale trasporti a impianti fissi; ndr) e ha un direttore di esercizio (Lorenzo Di Filippo; ndr): è a questi che dovremo chiedere se, oltre alla fatalità, vi sono elementi che possano far pensare a una responsabilità da parte di qualcuno».