Anziano morto in ospedale, 5 indagati

13 Dicembre 2018

Accusati di omicidio colposo un medico e altri 4 tra infermieri e operatori: si sospetta il soffocamento per un boccone di cibo

CHIETI. Sono 5 gli indagati per la morte di Giuseppe Carbone, il paziente di 75 anni di Bussi deceduto all’ospedale di Chieti mentre stava mangiando un hamburger di carne e della verdura. Omicidio colposo è l’accusa formulata dal sostituto procuratore Marika Ponziani nei confronti di un medico, due infermieri, un operatore socio sanitario e un ausiliario: si tratta del personale in servizio nel reparto di Neurologia durante il turno di domenica scorsa in cui si è consumata la tragedia. L’iscrizione nel registro degli indagati è un atto dovuto, in vista di un esame irripetibile come l’autopsia, che permette a tutti di nominare un proprio consulente. Domenica stessa sono stati i parenti dell’uomo a presentare una denuncia alla polizia: non un atto di accusa verso i sanitari, ma la richiesta di indagare per capire se il dramma poteva essere evitato e se i soccorsi sono stati immediati. Tra i sospetti c’è quello che l’anziano, affetto da una patologia neurodegenerativa e con problemi anche di deglutizione, sia morto soffocato da un boccone di cibo. Al momento non si può neppure escludere che a causare il decesso sia stato un malore. Il paziente, in base a quanto emerso, è arrivato in ospedale l’8 dicembre per un ricovero programmato nel reparto che già in passato lo aveva seguito. Non sono emerse complicanze particolari fino a domenica, verso ora di pranzo. La moglie e la figlia dell’uomo hanno riferito di essere arrivate nella stanza del loro congiunto quando quest’ultimo stava mangiando il cibo che gli era stato servito poco prima dal personale dell’ospedale. All’improvviso il 75enne ha iniziato ad avere problemi respiratori, è diventato cianotico e ha perso conoscenza. I familiari hanno subito allertato il personale in corsia, ma purtroppo non c’è stato niente da fare. Per fare luce sulla morte improvvisa, i parenti hanno deciso di andare fino in fondo. Adesso le indagini sono condotte dai poliziotti della squadra mobile di Chieti, che ieri sono tornati in Neurologia per ricostruire nel dettaglio anche le ore precedenti al dramma. Nei giorni scorsi gli investigatori hanno già sequestrato la cartella clinica, ovvero l’insieme dei documenti che raccolgono le informazioni sul percorso diagnostico-terapeutico seguito dal paziente. Decisiva sarà l’autopsia che verrà eseguita, nei prossimi giorni, dal medico legale Cristian D’Ovidio, nominato come consulente dalla procura. Il primo punto da accertare è se la morte sia avvenuta per «un’insufficienza respiratoria da soffocamento per corpo estraneo alimentare» o per altre patologie. Gli indagati sono difesi dall’avvocato d’ufficio Duilio Crisci, mentre i familiari dell’anziano si sono affidati all’avvocato Luigi Peluso.