Aperto il cantiere per l’ascensore che porta in centro

16 Gennaio 2020

Lanciano. Nuovo collegamento tra Sant’Egidio e le Ripe L’opera, collegata al parcheggio, sarà in funzione nel 2021

LANCIANO. È stato avviato il primo lotto dei lavori per la realizzazione di una torre di 28 metri che ospiterà un ascensore e una scalinata per collegare il parcheggio di Sant’Egidio al centro storico che, da via delle Ripe, abbraccia i quartieri di Sacca e Civitanova. In questi giorni partirà il cantiere per i lavori strutturali di un’opera imponente che ha visto la collaborazione di un team di professionisti, dall’agronomo, al geologo, all’architetto, fino all’archeologo, tutti lancianesi. I lavori riguarderanno la base di fondazione della torre. «Abbiamo avvisato la Soprintendenza», spiega il progettista dell’opera, l’architetto Nicola Di Biase, «e a breve partirà l'intervento». La torre, studiata per essere armonica con il paesaggio, il contesto storico e anche i venti e gli agenti atmosferici della zona, potrebbe essere pronta e funzionante nel 2021. L’importo totale dei lavori è di 772mila euro. L’opera, voluta dall’assessorato all’urbanistica a guida dell’assessore Pasquale Sasso, è il completamento di un’area che potrebbe dare finalmente sfogo alla cronica carenza di posti auto nel centro storico. Per la sua ubicazione tuttavia, l’area è attualmente poco frequentata. È impossibile risalire la scarpata che congiunge il parcheggio al centro storico e le poche abitazioni e attività commerciali della zona non sfruttano il parcheggio al massimo della sua capacità. Il progetto era stato presentato nei mesi scorsi alla presenza del sindaco, Mario Pupillo, dell’assessore ai lavori pubblici Giacinto Verna, del dirigente dei lavori pubblici, Luigina Mischiatti, del direttore della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell’Abruzzo, Rosaria Mencarelli, della funzionaria di zona Lanciano della Soprintendenza, Emanuela Criber e del progettista dell’opera, Di Biase.
La “torre”, risultato di una collaborazione collegiale per lo studio approfondito della morfologia e delle caratteristiche del luogo, ha infatti conquistato anche la Soprintendenza per l’armonia con il contesto storico e «la qualità culturale e intellettuale dell’opera». L'intervento su un'area un tempo soggetta a smottamenti è stato approvato anche dall’Autorità di bacino. La forma geometrica scelta per la struttura è il triangolo, la figura che «espone meno il fianco», come ha spiegato l’architetto Di Biase, e che resiste meglio alla forza dei venti. Da uno studio approfondito sui materiali sono stati scelti il mattone, simbolo dei centri storici, e il ferro, con l’utilizzo dell’acciaio ossidato corten, resistente alla corrosione e alla trazione. Alla base della torre ci sarà un tappeto verde che sostituirà la vegetazione incontrollata della scarpata.
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