Aperto un fascicolo per procurato allarme

VASTO. L’allarme è cessato dopo poche ore ma la Procura di Vasto ha aperto un’inchiesta sul falso allarme bomba che mercoledì pomeriggio ha paralizzato per 4 ore il traffico ferroviario sulla linea...
VASTO. L’allarme è cessato dopo poche ore ma la Procura di Vasto ha aperto un’inchiesta sul falso allarme bomba che mercoledì pomeriggio ha paralizzato per 4 ore il traffico ferroviario sulla linea adriatica A confermarlo è il procuratore Giancarlo Ciani. La telefonata anonima che annunciava la presenza di un ordigno sotto la galleria “Vasto” è arrivata al centralino dei carabinieri di Ortona alle 14,20. Il magistrato ha incaricato la polizia diretta dal vicequestore Alessandro Di Blasio di eseguire accurati accertamenti per risalire alla cellula telefonica da cui è partita la chiamata. L’ipotesi di reato è procurato allarme. Per procurato allarme si intende il compimento di atti che fanno scattare le procedure di emergenza senza che vi sia la presenza di un reale pericolo. L’articolo 658 del codice penale dispone che “chiunque, annunziando disastri, infortuni o pericoli inesistenti, suscita allarme presso l’autorità, o presso enti o persone che esercitano un pubblico servizio, è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da euro 10 a euro 516”. Alla pena va aggiunto il risarcimento danni a Trenitalia e ai 250 viaggiatori che hanno subito i disagi. L’’allarme bomba di Vasto è il secondo in un anno. Il 2 gennaio 2014 era accaduta la stessa cosa. Il falso e inquietante annuncio di mercoledì scorso ha provocato il blocco di tutti i convogli ferroviari per ben 4 ore nella stazione di Vasto-San Salvo e in quelle del Porto di Vasto, Termoli, San Vito-Lanciano e Fossacesia. I passeggeri sono stati trasferiti su pullman sostitutivi e assistiti dalla Protezione civile di Vasto. (p.c.)

