Appalti, l’Ance perde il 2° round

7 Giugno 2014

Anche il Consiglio di Stato dà ragione a Di Primio, niente sospensiva per l’associazione di De Cesare

CHIETI. De Cesare-Di Primio 0-2: il presidente Ance perde anche il secondo round della sfida contro il sindaco per gli appalti in città affidati a ditte di fuori. Il Consiglio di Stato, infatti, ha respinto il ricorso cautelare per la gara della ristrutturazione di Palazzo d’Achille vinta dalla Troso Osvaldo srl. Niente sospensiva quindi della sentenza del Tar Pescara che aveva già dato torto all’Ance, e condanna, per quest’ultima e per la torinese Secap Spa, al pagamente di 6mila euro ciascuna. In poche righe i giudici romani d’appello spiegano perché l’Ance non sta subendo un danno grave e irreparabile per colpa delle decisioni del Comune in materia d’appalti. Anzi, dicono i giudici amministrativi, un’eventuale sospensiva creerebbe un «grave danno» proprio al Comune perché «porterebbe inevitabilmente al blocco della procedura d’appalto e, vista l’indisponibilità della sede municipale, al rischio di perdita dei finanziamenti assegnati oltre che al prolungamento dei pagamenti dei canoni di locazione per la sede provvisoria». Ma è solo la prima parte delle motivazioni. La seconda è ancora più interessante, almeno per Di Primo, perché il Consiglio di Stato alza un cartellino giallo contro De Cesare dopo aver rilevato che alla gara partecipavano due imprese iscritte all’associazione teatina e che l’Ance è in «evidente conflitto d’interesse» sia nella «proposizione del ricorso di primo grado» sia «del successivo appello». La ciliegina finale è questa: la Secap Spa, cioè la seconda ricorrente, non ha neppure partecipato alla gara. Sono i giudici a scriverlo condannando i ricorrenti a risarcire il Comune e la Troso Osvaldo.