Appalto per la sciovia, indaga l’Anticorruzione

Gamberale: l’Autorità presieduta dal magistrato Cantone apre un fascicolo Da Pizzoferrato parte un esposto al ministero. Tarantini: «Chiarezza sulla gara»
GAMBERALE. L’Autorità nazionale anticorruzione ha aperto un fascicolo sull’appalto per la sostituzione di un impianto scioviario a Gamberale. Da venti anni la struttura di risalita è ferma nel centro turistico Oasi del Cervo, visto che è vecchia e obsoleta. Per riammodernarla, il Comune nei mesi scorsi ha indetto una gara d’appalto. Ma sono emerse presunte anomalie tant’è che è stato aperto un procedimento istruttorio dall’Autorità presieduta dal magistrato Raffaele Cantone sull’affidamento dell’incarico di progettazione esecutiva dei lavori.
L’impianto scioviario di Gamberale sorgerebbe, infatti, in aree protette quali l'“Important birds areas" e “Salvaguardia dell’orso” . «Nella Valutazione d’incidenza ambientale non si tiene conto di questi due aspetti», sottolinea Carmine Tarantini, consigliere comunale di minoranza del vicino comune di Pizzoferrato, in un esposto al ministero dell’Ambiente, alla Regione e alla Procura di Lanciano, «e soprattutto il fatto che l’impianto scioviario non sia stato funzionante per vent’anni, abbia sicuramente influito sull’odierna presenza di questi animali che ne risentirebbero dalla riattivazione della struttura. Inoltre, nel progetto non sono stati presi in considerazione l’impatto-inquinamento acustico e l'inquinamento atmosferico».
L’impianto dovrebbe funzionare con un gruppo elettrogeno visto che la zona è sprovvista di rete elettrica. A fronte di una spesa di 560mila euro, il Comune di Gamberale spenderebbe 136mila euro con un mutuo contratto con la Cassa depositi e prestiti. «Tutte le autorizzazioni date», prosegue Tarantini, «sono riferite a un impianto scioviario nuovo ma non funzionante. Una volta che si installerà il gruppo elettrogeno, si presume che bisognerà acquisire tutti i pareri ambientali: è un modo di operare complesso e senza logica. Infatti, quando si installerà il gruppo elettrogeno, bisognerà stabilire di che tipologia d’impianto si tratta e dove sarà sistemato, se in qualche edificio esistente, ma ci sono dubbi sulla legittimità urbanistica e ambientale di tali fabbricati sia sull’eventuale imposizione degli usi civici su queste aree e sia sulle procedure di passaggio di questi immobili da una società privata al Comune. Ma se il gruppo elettrogeno sarà sistemato in uno di questi edifici, ci vorrà anche un serbatoio per la riserva di carburante e quindi bisognerebbe effettuare la valutazione di prevenzione degli incendi con eventuali ulteriori costi. Potrebbe anche essere istallato all'esterno, ma ciò interferirebbe con il paesaggio. Infine», conclude Tarantini, «poiché l'area è assoggettata a vincolo paesaggistico e idrogeologico, non risulta che siano mai stati pubblicati al sito del Comune di Gamberale le autorizzazioni e i pareri rilasciati dagli organi di riferimento».
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