Appartamenti della mala il Comune ne vuole due

12 Luglio 2019

Immobili in una parallela del Corso sottratti alla criminalità organizzata Il sindaco interessato all’acquisizione: saranno destinati a finalità sociali

LANCIANO. Due appartamenti in via Duca degli Abruzzi: sono altri due beni confiscati alla criminalità di cui il Comune di Lanciano può entrare in possesso. Si aggiungerebbero al terreno a Villa Andreoli di 760 metri quadrati dotato di un pozzo da cui sono stati ricavati sei orti, con un rudere di 200 metri quadrati dal valore complessivo di 125.000 euro, confiscato a una persona condannata per concussione. L’appuntamento per il sindaco Mario Pupillo è per il 17 luglio alla prefettura dell’Aquila per la conferenza dei servizi finalizzata ad acquisire le eventuali manifestazioni di interesse all’utilizzo dei beni, presenti nei rispettivi territori, confiscati alle organizzazioni criminali di tipo mafioso.
Lanciano ha assicurato la presenza visto che tra i beni ci sono i due appartamenti nella centralissima via degli Abruzzi, parallela di corso Trento e Trieste, confiscati a un condannato per usura anni fa. Appartamenti che devono essere usati per finalità sociali, magari sedi di uffici comunali, di associazioni. Sempre però prima bisogna entrarne in possesso. E l’iter non è così agevole come dimostra quello seguito per avere il terreno a Villa Andreoli confiscato dalla Procura a un condannato per concussione e donati al Comune, assieme ad un fabbricato nel 2015. Terreno diviso poi in orti sociali, inaugurati solo a dicembre 2017.
Ma quali sono le condizioni di questi orti oggi? La situazione non è idilliaca. Un assegnatario era a lavoro sotto il sole, nel suo orto ci sono anche i pomodori, ma tre dei sei appezzamenti erano gestiti dai ragazzi del Centro di accoglienza (Cas) di Villa Elce: uno era “loro”, e aiutavano in altri due orti gli assegnatari, tra cui i piccoli alunni della scuola d’infanzia Rodari, i primi ad ottenere un orto con un progetto di socializzazione, conoscenza di saperi antichi e ponte generazionale. «Con la partenza dei ragazzi del Cas», dicono dal Comune, «purtroppo anche gli orti sono stati abbandonati. Interverremo. Faremo altre assegnazioni».
Una è stata fatta due mesi fa perché un altro assegnatario aveva rinunciato. La concessione dura tre anni e può essere revocata dal Comune se non viene rispettata. Anche una persona può rinunciare. Raggiungere gli orti oggi non è agevole; l’erba è alta, oltre che secca. Il rudere adiacente poi è recintato ma resta pericoloso, oltre che sporco. Purtroppo di soldi per sistemarlo ne servirebbero tanti e ce ne sono. Per quanto riguarda gli orti vanno “rivitalizzati”. Sono un’occasione di socializzazione e collaborazione. In questi due anni si sono rivelati mezzi per coltivare i saperi, conoscenze di un tempo e per avvicinare le persone. Che poi è il fine dell’uso dei beni confiscati alla criminalità.
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