Appello ai ladri «Restituite la medaglia di mio padre»
LANCIANO. Hanno approfittato del fatto che i padroni di casa fossero usciti dalla mattina presto, per una festa di famiglia che li ha impegnati tutta la giornata, e si sono introdotti nell’appartament...
LANCIANO. Hanno approfittato del fatto che i padroni di casa fossero usciti dalla mattina presto, per una festa di famiglia che li ha impegnati tutta la giornata, e si sono introdotti nell’appartamento rubando oro e preziosi. Ennesimo furto in casa in città, questa volta in via Martiri VI Ottobre, nel quartiere Cappuccini. La scoperta che l’appartamento era stato violato e privato di alcuni gioielli e ricordi di famiglia è avvenuta alle 21,30 di martedì sera. Nessun segno di effrazione è stato riscontrato su porta e finestre: i proprietari si sono resi conto di essere stati derubati solo una volta che sono entrati in camera da letto, dove il comò era stato lasciato aperto e i cassetti messi a soqquadro. Unico segno che qualcosa fosse avvenuto all’interno dell’abitazione al primo piano di una palazzina di via Martiri è stato il tappetino di ingresso spostato. «I ladri sono entrati molto probabilmente con una chiave bulgara», racconta la proprietaria, «e si sono recati direttamente in camera da letto dove erano custoditi i ricordi di una vita, miei e dei miei genitori. Probabilmente ci hanno tenuti sotto controllo per qualche giorno, dal momento che in casa c’è sempre qualcuno e che in quella giornata siamo rimasti fuori a lungo». Tra i vari preziosi portati via la donna, però, tiene particolarmente ad alcuni oggetti di suo padre. Si tratta delle medaglie e della croce in argento al valor militare ottenuti per lo spirito di coraggio e sacrificio dimostrati in campo militare. «Non so se hanno un qualche valore commerciale», riferisce la proprietaria, «ma sicuramente hanno un enorme valore affettivo. So che chi ruba effettua velocemente una cernita tra gli oggetti di valore depredati e butta quelli non interessanti. Se qualcuno ha notato da qualche parte una croce d’argento antica lo riferisca alle forze dell’ordine». (d.d.l.)

