Appello al vescovo dei fedeli di Orsogna

ORSOGNA. Chi deve pagare il debito di 100mila euro accumulato dal 1998 al 2003 dall'ex parroco della chiesa di San Nicola, don Mario Persoglio che ha omesso di pagare alcune tasse? Chi doveva...
ORSOGNA. Chi deve pagare il debito di 100mila euro accumulato dal 1998 al 2003 dall'ex parroco della chiesa di San Nicola, don Mario Persoglio che ha omesso di pagare alcune tasse?
Chi doveva sorvegliare su quanto accadeva a livello di vendita degli ex voto di San Rocco e anche di conti amministrativi della chiesa e non l'ha fatto? Sono le domande che il Comitato per il recupero dell'oro di Orsogna pone alla curia e all'arcivescovo di Chieti-Vasto, Bruno Forte, all'indomani dell'ennesima amara scoperta che riguarda la piccola comunità del territorio marrucino. Oltre al dolore di aver appreso della vendita dei preziosi di San Rocco da parte dell'ex parroco ormai solo a cose fatte, ad un compro oro di Francavilla per l'ammontare di 18mila euro da utilizzare per il rifacimento del tetto della chiesa, i parrocchiani hanno ricevuto la notizia che sulla chiesa pende un debito di 100mila euro nei confronti di Equitalia per non aver versato per sei anni le dovute tasse all'erario statale sulla somma che la Omnitel paga annualmente alla parrocchia per la presenza di un ripetitore. Nelle casse della chiesa di San Nicola ci sono attualmente solo 5mila euro di cui 4mila gravate da un mutuo.
Non c'è traccia neanche dei 27mila euro che don Mario si era fatto anticipare dalla Omitel a titolo di liquidazione delle prime tre annualità nel momento in cui ha sottoscritto un nuovo contratto con la società di telecomunicazioni.
Di qui lo sgomento da parte dei parrocchiani e cittadini orsognesi. «Proseguiremo con l'azione legale» fanno sapere i rappresentanti del comitato - e vorremmo anche avere delle risposte esaurienti da chi di dovere. Abbiamo perso un tesoro di valore inestimabile, sia a livello storico, affettivo e religioso, che economico e che vorremmo cercare di riallestirepiano piano. Riteniamo inoltre che la Chiesa, in quanto tale, debba poter risarcire in qualche modo, ad esempio curando la ristrutturazione del tetto di San Nicola, ciò che un suo rappresentante ha provocato. Facciamo appello a tutti i cittadini orsognesi di essere uniti in questa battaglia e che se ci fossero segnalazioni, di qualsiasi genere, sull'oro perduto, possono farcele pervenire anche in maniera del tutto anonim». (d.d.l.)

