Appello dall’ex zona rossa: «Rispettate tutti le regole»

12 Novembre 2020

Parla la sorella del primo morto di Covid in Abruzzo: solo così battiamo il virus E Caldari attende gli aiuti promessi da Marsilio: non li abbiamo ancora ricevuti 

ORTONA . «Non posso sentir dire che non si muore di questo virus o che addirittura non esiste. Dentro questo bar lavorava mio fratello, adesso non c’è più». Con l’Abruzzo che torna ad incrementare le misure restrittive per la seconda ondata della pandemia, da Villa Caldari arrivano le parole di Errica Mascitti, la sorella del barista Maurizio, il primo morto di Covid-19 nella nostra regione. Sono trascorsi otto mesi da quel lutto a cui purtroppo se ne sono aggiunti molti altri e la situazione resta delicata, tanto che da ieri il territorio regionale è zona arancione. Ed anche il locale, dove la donna prosegue l’attività nel ricordo del fratello, si è dovuto adeguare alle nuove regole. Ma il bar, un autentico punto di riferimento della contrada da ben 94 anni, non molla: «Ci siamo riorganizzati, facciamo asporto e consegne», dice Errica, «il governo ha dato delle disposizioni e noi le accettiamo. Ora l’importante è che tutti facciano la propria parte: rispettiamo le norme», è l’appello di Mascitti, «e sconfiggiamo questo virus che purtroppo esiste e dobbiamo combattere».
Un Abruzzo che si blinda sempre di più, una situazione che Caldari ha già vissuto nei mesi scorsi quando è stata addirittura zona rossa. Condizione che ha inevitabilmente segnato l’economia di questo territorio. «Parlo per la mia attività», dice Errica, «e posso dire che la zona rossa ci ha penalizzati. Non abbiamo lo stesso numero di clienti che avevamo prima. Molte delle persone che precedentemente venivano nel locale anche da altre zone del comprensorio, adesso non si vedono più». Ma la donna non si abbatte: «Quest’estate abbiamo lavorato con i clienti di Caldari», ammette. Una comunità che si è stretta attorno alle proprie difficoltà e che fa squadra: «Io sono felicissima di poter dare un servizio, qui ho visto la vera solidarietà», continua Mascitti. Una dimostrazione arrivata anche nelle ultime ore: «Stamattina (ieri per chi legge ndr) sono venute per l’asporto persone che solitamente non frequentano il bar».
C’è amarezza, invece, verso le istituzioni regionali ed in particolare il presidente Marco Marsilio, che in estate ha fatto visita al bar portando la sua vicinanza nei luoghi simbolo dell’ex zona rossa, come lo stesso bar Mascitti e due aziende produttive segnate dalla pandemia. Proprio dentro il locale il governatore aveva garantito il sostegno della Regione alla comunità. «Lui ci ha promesso aiuti che però non sono mai arrivati. Ho anche inviato una pec per chiedere delle delucidazioni, ma non c’è stata risposta. Io comunque non mi lamenterò mai». La popolazione di Caldari va avanti e si è sin da subito rimboccata le maniche per ripartire. E per chiudere cosa dice Errica a chi continua a sottovalutare il Covid? «Che noi possiamo combattere tutto tranne che l’ignoranza. Rispettiamo le regole, facciamo sì che la morte di mio fratello e di tante altre persone sia almeno servita a capire la gravità di questa malattia».
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