Appello dei sindacati per le partecipate

28 Luglio 2020

La Uil chiede ai candidati chiarezza su Chieti Solidale e Teateservizi. Cgil, Confsal e Usb: subito un incontro

CHIETI. Il futuro delle società partecipate del Comune preoccupa i sindacati. La Uil, con Marco Angelucci, chiede ai candidati sindaco come intendono comportarsi per le due partecipate, Chieti Solidale e Teateservizi; Cgil, Confsal e Usb invitano i candidati a un incontro sul destino di Chieti Solidale; e infine la sola Usb, con Silvio Di Primio, accusa la maggioranza uscente per l’intera gestione, compreso i recenti problemi salariali.
Il segretario generale Uil Fpl Chieti, Angelucci, chiede ai candidati se sono previsti investimenti per le due società pubbliche in modo che possano superare le attuali difficoltà. Angelucci chiede anche al futuro sindaco di «riprogrammare tutta la pianta organica del Comune, attualmente non sufficiente, e in secondo luogo, riteniamo indifferibile la riapertura della sede comunale di Chieti Scalo, venendo incontro ad esigenze diffuse nella parte ormai più popolosa della città».
I rappresentanti di Fp Cgil, Confsal Fenal e Usb Pi, invitano i 6 candidati a un incontro sul futuro della Chieti Solidale fissato per il prossimo 4 agosto, alle 18 a Chieti Scalo.
Il rappresentante sindacale della Usb, Silvio Di Primio, lancia invece l’allarme stipendio: «L’esempio incontrovertibile di questa mala amministrazione è dato dal fatto che tutti i lavoratori della Chieti Solidale, che sono in integrazione, questo mese, il 20 luglio, si sono ritrovati con le buste paga praticamente a zero perché la società non ha a disposizione neanche 50 o 60mila euro per anticipare il Fondo di integrazione salariale pur sapendo che a breve l’Inps rimborserà come fatto nei precedenti mesi».
L’Usb rivendica a se stessa anche la battaglia per bloccare la vendita di una delle farmacie comunali gestite da Chieti Solidale, episodio di cui hanno parlato sia il centrodestra guidato da Fabrizio Di Stefano, e in particolare l’Unione di Centro contraria alla vendita, che il polo civico di Bruno Di Iorio: «Tanto per fare chiarezza», dice Di Primo, «la vendita della farmacia comunale di Filippone è stata scongiurata dal movimento di protesta che si è creato in questa città contro una decisione assurda che equivaleva anche alla morte di Chieti Solidale. Ed oggi nei due gli schieramenti, sia quello di Di Stefano che quello di Di Iorio, ritroviamo tutte le stesse persone che hanno ridotto a brandelli la Chieti Solidale». (a.i.)