Appello della polizia per trovare Valerio

Chi sa qualcosa lo segnali. Il testimone Cocco che lo ha visto al rifugio Fusco racconta al Centro quell’ultimo incontro
CHIETI. «Ma secondo te Valerio dov’è finito?». «Secondo me se n’è andato, s’è rotto, non aveva più motivo, dopo la morte della mamma, di stare qui». A distanza di quasi un mese dall’ultima volta che Valerio D’Ettore, 59 anni, ex fotografo del Tempo, è stato visto, mercoledì 7 ottobre, da una coppia di escursionisti molisani, sulle cime della Maiella e dall’allarme lanciato dagli amici, venerdì 9, che hanno avvertito polizia e carabinieri, sono le domande senza risposta che gli amici e i colleghi si fanno. In loro c’è la speranza che sia vivo. Le ricerche sono state sospese, anche se le indagini continuano e le forze dell’ordine rinnovano l’appello di comunicare semmai venisse riconosciuto.
Valerio D’Ettorre, chiamato con l’appellativo Ventitrè, abita in via Papa Giovanni XXIII. Il vicino di casa, un ex vigile urbano, venerdì 9 ottobre, chiamò alcuni amici comuni e disse che non lo vedeva più da 8 giorni, mentre la finestra dell’appartamento era sempre spalancata, anche di notte. Le ricerche sono iniziate sabato 10, dopo che le nipoti hanno formalizzato la denuncia di scomparsa.
Da quel momento polizia, carabinieri, finanza, forestale, soccorso alpino hanno setacciato la Maiella. Cinque giorni in cui la zona nei pressi del rifugio è stata controllata palmo a palmo. Una ricerca partita dalle dichiarazioni dei testimoni che lo hanno visto nella zona tra il fontanino e il rifugio, in località Focalone.
«Io sono dipendente della Provincia», dice Angelo Cocco, l’uomo che ha visto Valerio sabato 4 ottobre, mentre saliva verso il rifugio Fusco, «lo vedevo spesso in giro su corso Marrucino, ma non lo conoscevo bene. Tuttavia quando l’ho incrociato, gli ho domandato cosa stesse facendo e lui mi ha risposto che era lì per un’escursione. Francamente», continua Cocco, «conoscendo bene quelle zone, il suo abbigliamento non mi sembrava adatto. Indossava una giacca azzurrina autunnale, un paio di scarpe pesanti ma scamosciate e uno zainetto dello stesso colore della giacca. Quattro parole eppoi ci siamo salutati perché io riscendevo verso valle».
Le ricerche sono partite a mezzogiorno di sabato 10, le ricostruiamo con l’addetto stampa del soccorso alpino Enrica Centi. «Le ricerche i primi giorni si sono concentrate in alta quota, c’erano circa sessanta persone. Man mano che si procedeva, nei giorni a seguire,verso valle, i tecnici sono diminuiti. Sono stati impiegati cinque cani del Soccorso alpino tra molecolari e semplici e altre unità cinofile della Finanza. Poi abbiamo impiegato anche i forristi del Soccorso alpino abruzzese e umbro. Ma non abbiamo trovato tracce. Sparito nel nulla. I giorni di ricerca intensa», dice ancora Centi, «sono stati 5. Poi si è deciso di sospenderle».
Di Valerio nessuna traccia se non qualche falso allarme giunto alla trasmissione Chi l’ha visto. Segnalazioni arrivate anche da Milano e Roma che alla fine si sono rivelate senza esito.

