Appello per i centri per la cura dei cani

I titolari dei saloni scrivono alla Regione: a rischio il benessere degli animali, vogliamo riaprire
CHIETI. Parte da Chieti un appello alla Regione per riaprire subito i centri di toelettatura per cani. I titolari chiedono la possibilità di tornare al lavoro. «L’ultimo decreto del governo sulle aperture delle attività ci penalizza fortemente», dice la lettera-appello che ha due obiettivi: ridare ossigeno alle attività ferme da oltre un mese e mezzo per l’emergenza coronavirus e assicurare il benessere degli animali che p9otrebbero riportare danni a causa della mancanza prolungata di trattamenti. In Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Liguria, Puglia e Veneto le deroghe sono già arrivate.
In città sono 4 i centri presenti: «Al momento», dice Mauro Montanaro, titolare di un negozio a Chieti Scalo, «la nostra categoria è ignara sulla possibile data di riapertura e il timore più preoccupante è che possiamo essere integrati e considerati al pari dei centri estetici e dei parrucchieri, dai quali però ci differenziamo». Non c’entra la bellezza, spiega Montanaro: «L’esigenza di toelettare il proprio cane», dice l’esperto, «non è una determinante estetica: la cura e il benessere animale, attraverso la necessaria e periodica pulizia, riveste importanza fondamentale. Per molteplici razze non è affatto possibile eseguirlo con un fai da te casalingo: il pelo cresce, si annoda, si aggomitola, creando problematiche serie alla cute dell’animale, privandola della più fisiologica ossigenazione ed idratazione. La pratica eseguita dal toelettatore richiede perizia, competenza e supporti tecnici professionali. Il cane, ad esempio, ha bisogno di un trattamento del pelo a cadenza mensile, anche quindicinale in casi soggetti a dermatiti. Oltre a taglio delle unghie, pulizia delle orecchie e svuotamento delle sacche anali». Per Montanaro, nei centri di toelettatura non ci sono rischi di contagio: «La toelettatura è paragonabile a quanti operano con il cibo da asporto senza contatto diretto tra persone, se non limitatamente alla consegna e al ritiro dell’animale».
Sul caso interviene anche l’avvocato Monia Scalera, dirigente locale di Fratelli d’Italia e proprietaria di un cane: «Mi unisco all’appello della categoria che svolge un servizio necessario per gli animali d’affezione. Il mio carlino, senza trattamenti regolari con prodotti specifici, potrebbe incorrere in seri problemi di dermatite. È auspicabile una deroga ai diktat governativi che impongono chiusure indiscriminate e senza analizzare i casi specifici. Ciò detto, andrebbe creato un protocollo valido per tutte le attività in cui si stabiliscono le misure di prevenzione da adottare, dalle distanze agli appuntamenti programmati fino alla regolamentazione degli ingressi, ovviamente sempre con mascherine, guanti e garantendo la sanificazione degli ambienti. È indispensabile che l’economia riparta altrimenti», dice Scalera, «i morti di fame saranno superiori ai morti per Covid. Da non dimenticare, infine, che Montanaro fornisce un servizio utile per la collettività perché, periodicamente, offre la toelettatura dei cani ospiti al canile municipale di Chieti».

