Appello per smantellare i siti con l’amianto

29 Aprile 2021

Ivo Menna rilancia la richiesta al Comune: «Bisogna liberare l’area industriale dalle fibre inquinanti»

VASTO. Destinare una parte dei 60 milioni di euro intercettati dall’amministrazione comunale per smantellare l’amianto da edifici pubblici e privati. È l’appello lanciato dal responsabile territoriale Ona (Osservatorio nazionale amianto), Ivo Menna alla vigilia della giornata nazionale sull’amianto, la fibra killer che nel 2020 ha fatto oltre 7mila morti. Nonostante una legge che impone lo smantellamento dell’amianto nei siti in cui per anni è stato utilizzato e usato, sia industrialmente che nelle costruzioni edilizie, questo materiale continua a mietere vittime. A ricordarlo è proprio Menna che invita l’amministrazione comunale di Vasto a fare la sua parte.
«Il nostro appello si rivolge anche al sindaco di Vasto, Francesco Menna, che nel 2016, alla alba della sua candidatura, incontrò una folta delegazione di lavoratori vastesi», ricorda il rappresentante Ona, «lavoratori che avevano prestato la loro opera in alcune fabbriche dell’area industriale di Punta Penna, tutti ammalati di patologie correlate all’amianto. Di alcuni di questi piangiamo la scomparsa. In quella occasione Menna si impegnò ad avviare procedure perché anche Vasto divenisse una città libera dagli effetti nefasti dell’amianto sulla salute umana. Ebbene cosa è successo in questo quinquennio? È una domanda che rivolgiamo al primo cittadino per sapere se il problema drammatico e ambientale all’epoca sollevato sia stato affrontato. Sommessamente vorremmo sollecitare la sua attenzione affinché una parte dei fondi economici intercettati di circa 60 milioni di euro vengano utilizzati per smantellare l’amianto da edifici pubblici e privati per avere una città libera da possibili patologie».
In occasione della giornata sull’amianto l’Ona ricorda che «nonostante sia stato messo al bando nel 1992, l’amianto continua ad uccidere, perché si trasforma in fibre invisibili che, inalate ed ingerite, causano con assoluta certezza scientifica mesotelioma, tumore del polmone, tumore della laringe, dello stomaco e del colon, danni respiratori. Si stima che il numero di decessi nel 2020, tenendo conto anche della maggiore incidenza per via del Covid 19, sia di oltre 7mila persone solo in Italia e si prevede che il picco di mesoteliomi e di altre patologie asbesto correlate avverrà tra il 2025 e il 2030 e in seguito una lenta decrescita». (a.b.)