Apre il bar della stazione dopo dodici anni di attesa

26 Settembre 2020

LANCIANO. Si chiama “Binario zero”, ad indicare la sosta dei viaggiatori prima di raggiungere i binari dei treni, ed è il primo bar aperto da quando, nel 2008, è stata inaugurata la nuova stazione di...

LANCIANO. Si chiama “Binario zero”, ad indicare la sosta dei viaggiatori prima di raggiungere i binari dei treni, ed è il primo bar aperto da quando, nel 2008, è stata inaugurata la nuova stazione di via Bergamo. In dodici anni, infatti, lo scalo di Tua spa non ha mai avuto questo servizio. Ad essersi aggiudicato il bando lo scorso febbraio, dopo due avvisi, è stato Andrea Mirizzi, 35 anni, originario di Foggia, ma da anni residente in Abruzzo, dove si è diplomato come cuoco all’istituto alberghiero di Roccaraso. Dopo alcune esperienze di lavoro tra Puglia e Abruzzo, il sogno di aprire una propria attività a Lanciano, dove vive con la compagna Martina che lo ha supportato in questa avventura, finalmente si avvera. «Eravamo pronti ad aprire subito, a marzo», racconta Andrea, «ma il lockdown ha rallentato il progetto». Freschi di investimento (la gestione è stata aggiudicata con un’offerta di 51mila euro per 6 anni) e subito bloccati dall’emergenza Covid: qualcun altro si sarebbe scoraggiato. «Non ci siamo pianti addosso, ma abbiamo lavorato per ricercare i prodotti migliori da offrire ai clienti», spiega Mirizzi, «il nostro è un locale che punta sui prodotti bio, a partire dal caffè, ma anche vini, birre, miele, confetture, tè, infusi ed estratti, nel rispetto delle materie prime, dell’ambiente e dei lavoratori. Gli stessi prodotti che lavoriamo si possono trovare in vendita nel nostro locale. Facciamo anche pause pranzo, con taglieri, insalatone e prodotti locali. Le persone sono contente e anche un po’ incredule», dice Andrea, «non sono abituate a trovare il bar in questa stazione». Il locale è arredato in modo semplice, c’è anche un terrazzo porticato con i tavolini all’aperto. L’inaugurazione c’è stata lo scorso 12 settembre, un po’ in sordina, assenti le istituzioni. «Ci avrebbe fatto piacere una pacca sulla spalla», ammette Andrea, «oltre ad offrire un servizio a chi arriva in città e a chi parte, credo siamo uno dei pochi esempi di nuovi investimenti sul territorio. In un periodo storico difficile, che tutta l’Italia ha dovuto affrontare, abbiamo sempre guardato con speranza al futuro. Vogliamo essere di esempio ad altri giovani come noi».