Apre l’ufficio turistico nei locali recuperati

San Vito. L’ex spogliatoio delle Ferrovie ristrutturato ospita anche la postazione di guardia medica
SAN VITO CHIETINO. Da un lato il centro informazioni turistiche, dall’altro la postazione di guardia medica. In mezzo la volontà dei cittadini di recuperare uno stabile nel degrado e riconsegnarlo alla comunità. È l’ex spogliatoio della vecchia ferrovia lungo via Ericle D’Antonio, locale abbandonato da anni, pieno di scritte oscene e sporcizia, e trasformato dall’amministrazione Bozzelli in ufficio informazioni e postazione medica per i mesi estivi, mentre in inverno sarà utilizzato per altre attività. Ieri il taglio del nastro. «Grazie all’aiuto dei cittadini», dice il sindaco Emiliano Bozzelli, «e dell’associazione la Locomotiva che il 2 giugno scorso ha iniziato la pulizia dei locali, abbiamo recuperato uno stabile che era nel degrado. In tempi di crisi, di mancanza di risorse e personale, il contributo dei cittadini è fondamentale. Con una spesa minima e in breve tempo si è recuperata un’area delle Ferrovie abbandonata: un modello da usare per tentare di togliere dal degrado anche tutta l’ex stazione poco distante, da trasformare in struttura culturale legata alla Via Verde». Meno di 3mila euro per il costo dei vetri, degli allacci delle utenze e della vernice e il Comune ha riutilizzato una struttura in cui ha sistemato guardia medica e ufficio turistico aperto ogni giorno, dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 16 alle 19, e contattabile al numero 0872.618203. «Ci si può rivolgere all’ufficio per le visite guidate sui trabocchi», spiega l’assessore al turismo Rosalinda Flamminio, «per escursioni, informazioni su dove dormire, mangiare e acquistare prodotti tipici, come olio e vino». «È venuta già una quarantina di persone in pochi giorni», aggiunge il consigliere Sandro De Nobile, «a cui abbiamo dato informazioni sulla Costa dei trabocchi e sui prodotti enogastronomici. Abbiamo consegnato anche le nuove cartine realizzate con la Dmc». «In ufficio ci sono due tirocinanti dell’università D’Annunzio», chiude Flamminio, «consiglieri e i “cittadini attivi” che hanno fatto già questo tipo di lavoro. I cittadini attivi sono una risorsa importante per il Comune: sono persone che hanno a cuore il paese e hanno voglia di mettersi a lavoro per la comunità, al di là di qualsiasi credo politico». (t.d.r.)

