Apre la pista ciclabile Scattano i limiti di velocità

24 Maggio 2019

Nonostante gli esposti e le 600 firme di protesta, il Comune dà il via al transito Bici a 10 all’ora, le auto non potranno superare i 30. Pupillo: così cambia la città

LANCIANO. Tolti divieti e transenne: la pista ciclabile di via Del Mare è aperta. Dopo oltre 3 anni di lavori, 882.000 euro spesi, ricorsi, polemiche, l’opera più controversa della giunta Pupillo è fruibile: c’è l’ordinanza che la disciplina a firma del dirigente della mobilità e traffico Andrea De Simone. Con l’istituzione della pista partono anche i limiti di velocità nell’area: 10 chilometri all’ora per le bici sulla pista ciclabile e 30 per i veicoli in via Del Mare (dall’incrocio con via Frisa al rondò di Santa Giusta), Olmo di Riccio, via Panoramica, via Alba, via Firenze, via Marzabotto, via Vicenza, via Bologna e via Genova. «Si conclude un progetto iniziato nel 2015 anche grazie alla determinazione del nostro compianto vicesindaco Pino Valente», dice il sindaco Mario Pupillo, «che ha riqualificato il quartiere. Siamo convinti della strada intrapresa: la mobilità lenta all’interno dei centri urbani è sempre di più una necessità e difendiamo quest’opera dagli attacchi scriteriati subiti fino a oggi». Attacchi, tre petizioni per non realizzarla e poi toglierla (l’ultima consegnata ieri in Comune con 600 firme) ed esposti finiti anche al Ministero dei trasporti. «Che ha chiarito che non ha competenza in materia», riprende Pupillo, «sulla nota del 21 maggio 2019 del Ministero è scritto che «non è competenza dell’ufficio valutare progetti, verificare l’adeguatezza dei lavori e né fare sopralluoghi». E a ogni modo l’opera, progettata dall’architetto Luca D’Orsogna Bucci, ha sia il collaudo tecnico dell’architetto Aldo Carosella del 2018, il certificato di regolare esecuzione dell’8 maggio 2019 dell’architetto Alessandro Sciarretta e il collaudo funzionale dell’architetto Raffaele Di Marcello che non era neanche obbligatorio avere». Non solo, come ricordano gli assessori Giacinto Verna e Francesca Caporale, l’opera ha avuto anche lavori di miglioramento funzionale per implementare la sicurezza della zona portati avanti dagli uffici diretti dall’architetto Luigina Mischiatti e dall’ingegnere De Simone. «Saremo impopolari con questa pista e la scelta di eliminare il campo di calcio a Villa Delle Rose», attacca Pupillo, «ma andremo avanti perché sono opere pensate e inserite in progetti più ampi. Ad esempio la pista di via del Mare si collegherà con l’anello ciclopedonale che stiamo per realizzare nell’ex ippodromo passando per via Renzetti, viale della Rimembranza e potrà arrivare fino alla biblioteca o girare sul Corso. È un tratto di una rete di ciclovie che cambieranno il modo di muoversi a Lanciano». «Ogni cambiamento all'inizio può disorientare», chiude Di Marcello, «ma questa opera oltre ad essere conforme alle leggi, è in linea con le scelte mondiali in tema di mobilità che si svilupperanno nei prossimi 10 anni, e Lanciano non si troverà impreparata».
©RIPRODUZIONE RISERVATA