Aqualand chiuso, lo scontro diventa politico
Parte del centrosinistra: intervenga la Regione. Febbo: noi senza colpe. Il centrodestra: Comune assente
VASTO. Una parte del centrosinistra sollecita la Regione per l’apertura di Aqualand, ma l’assessore al turismo Mauro Febbo non ci sta e declina ogni competenza a riguardo, svelando che la società di gestione non ha mai fatto pervenire richieste o proposte.
Continua il rimpallo di responsabilità sul parco acquatico dell’Incoronata. Ieri pomeriggio i gruppi consiliari Avanti Vasto e Patto con Vasto, nel sottolineare «che non ci sono impedimenti per non aprire Aqualand», hanno sollecitano la Regione «affinché si trovino soluzioni».
«La Regione, e in modo particolare il mio assessorato, ha già messo in campo tutti gli strumenti necessari e utili a far ripartire sia la stagione estiva sia le attività turistiche attraverso emanazione di protocolli dettagliati e circostanziati, come del resto hanno fatto tutte le altre Regioni, per far riaprire in sicurezza i parchi d’intrattenimento», spiega Mauro Febbo, «ricordo come durante l’incontro, svoltosi proprio all’interno dell’Aqualand alla presenza anche del presidente Marco Marsilio, la Regione si è messa in totale ascolto e ha espresso la ferma volontà di recepire eventuali modifiche ai protocolli di sicurezza pur di venire incontro a ulteriori ed eventuali esigenze della struttura. Dopo quell’incontro in Regione non è pervenuta nessuna richiesta o proposta, né dalla gestione né dall’amministrazione comunale. Non permetto che la Regione venga coinvolta, o peggio ancora, accusata di responsabilità non di sua competenza e dove non c’entra proprio nulla sulla incomprensibile decisione assunta dall’attuale gestore», conclude l’assessore al turismo.
Anche per l’opposizione consiliare del centrodestra «la mancata apertura del parco non sarebbe legata ad alcuna impossibilità oggettiva all’esercizio di impresa», dicono i consiglieri comunali Francesco Prospero, Vincenzo Suriani, Davide D’Alessandro, Alessandra Cappa, Alessandro D’Elisa, Edmondo Laudazi e Guido Giangiacomo, «ma ad una mera scelta imprenditoriale del gestore in violazione del periodo minimo di apertura stagionale previsto dalla convenzione. Invitiamo pertanto l’amministrazione e i consiglieri di maggioranza che, a differenza del Pd, hanno a cuore la riapertura del Parco, a sollecitare il gestore al rispetto della convenzione». (a.b.)
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