Aqualand per altri 30 anni agli attuali gestori

28 Ottobre 2021

L’impianto resta alla società di De Nardellis e Petroro. Le opposizioni: azioni legali per danni erariali

VASTO. Aqualand non cambia gestore. Il parco acquatico dell’Incoronata, che in estate ha riaperto i battenti dopo la contestata chiusura durante la stagione estiva 2020 causa Covid.19, continuerà ad essere gestito per i prossimi 30 anni dalla società Aqualand del Vasto che fa capo all’ingegnere Luciano De Nardellis e all’imprenditore vastese Giovanni Petroro. L’opposizione consiliare annuncia azioni legali per l’accertamento di «eventuali illegittimità di ogni tipo ed eventuali danni erariali».
Non si è presentato particolarmente difficile il compito della commissione giudicatrice presieduta dal dirigente Luca Mastrangelo, visto che alla procedura di gara europea indetta dal Comune ha partecipato un solo concorrente, cioè la società che in tutti questi anni ha gestito il parco dell’Incoronata e che ha ottenuto un punteggio di 81 punti su 100, di cui 51 per l’offerta tecnica e 30 per quella economica, ha offerto un rialzo del 4,55% sul canone annuo di 110mila euro e investimenti pari a 3,1 milioni di euro. Con l’aggiudicazione dell’appalto giunge al capolinea una vicenda che aveva registrato il ricorso al Tar della Maglione srl, una società del gruppo Sarni, che aveva chiesto l’annullamento del bando di gara e del disciplinare sul presupposto che i requisiti richiesti avrebbero impedito la partecipazione alla gara a causa di “clausole escludenti ed illegittime”. Il Tar ha rigettato la richiesta di sospensiva e condannato la ricorrente al pagamento delle spese legali. Al centro del contenzioso era finita la gara europea indetta dal Comune per l’affidamento in concessione della gestione di Aqualand, per un valore stimato di 77 milioni di euro.
«Ritenevamo e continuiamo a ritenere che si tratti di un affidamento opaco, per tutte le criticità da noi evidenziate nella passata consiliatura, figlio di un bando che rappresenta uno svantaggio per la città e per le già instabili e languenti casse municipali», commentano Guido Giangiacomo, Francesco Prospero, Vincenzo Suriani, Sabrina Bocchino e Antonio Monteodorisio, «proprio per questo chiederemo, alle magistrature competenti, di attenzionare la procedure per verificare la presenza di eventuali illegittimità di ogni tipo e di eventuali danni erariali. Il Menna-bis per noi parte malissimo. Ci auguriamo che, in futuro, vengano maggiormente tutelati gli interessi della città». (a.b.)
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