Aqualand tra vendita e nuova gestione

21 Giugno 2020

Il Comune fa stimare il valore della struttura. Il centrodestra: la giunta solleciti piuttosto il concessionario alla riapertura

VASTO. Una perizia estimativa su Aqualand in vista della scadenza della concessione prevista fra un anno. A distanza di una settimana dall’incontro che la Regione ha avuto con la società di gestione e con il Comune per cercare una soluzione finalizzata alla riapertura della struttura, la giunta ha fornito un atto di indirizzo al dirigente del settore Patrimonio, affinché si attivi per l’affidamento di un apposito incarico. Lo scopo è quello di “determinare, in maniera compiuta, tutti gli elementi che influenzano la scelta sulle alternative possibili”. Cioè l’alienazione della struttura o una nuova concessione.
In particolare il perito incaricato dovrà effettuare una ricognizione completa del patrimonio complessivo di proprietà del Comune; determinare il valore del patrimonio aziendale, effettuare una comparazione tra le soluzioni più convenienti (nuovo affidamento o alienazione), dal punto di vista economico e da quello tecnico-giuridico; indicare il prezzo da porre a base d’asta in caso di scelta della alienazione del complesso aziendale e il valore in caso di scelta dell’affidamento pluriennale e determinare l’indennizzo da riconoscere alla società uscente.
Per i consiglieri del centrodestra e dei movimenti civici, «l’amministrazione comunale disattende ancora una volta gli impegni presi. L’atto di indirizzo della giunta non menziona in alcun modo la verifica degli adempimenti previsti in convenzione a carico del concessionario, come l’evidente mancata realizzazione del campo sportivo in località Incoronata che avrebbe dovuto aggiungersi al patrimonio comunale con godimento esclusivo delle associazioni sportive vastesi», annotano Francesco Prospero, Vincenzo Suriani, Edmondo Laudazi, Alessandro d’Elisa, Guido Giangiacomo, Alessandra Cappa e Davide D’Alessandro, «detta verifica è un presupposto, imprescindibile, per la valutazione del parco e per la regolamentazione dei rapporti tra le parti al termine della convenzione. Inoltre, l’atto di indirizzo si discosta dagli impegni presi in consiglio comunale, anche per la previsione di un’eventuale alienazione del Parco, che rispecchia l’opera di spoglio del patrimonio comunale posta in essere dalle amministrazioni di centrosinistra che si sono susseguite dal 2006 ad oggi. Inoltre», concludono i consiglieri, «essendo stato chiarito, durante l’incontro con la Regione, che non sussistono circostanze oggettive che impediscano l’apertura del Parco, chiediamo all’amministrazione comunale di sollecitare il concessionario al rispetto degli impegni contrattuali».
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