Archivio di Stato, scuole al lavoro: «Così nascono le pagine di storia»

L’iniziativa insieme al Club per l’Unesco nell’80° anniversario della Liberazione di Chieti e provincia I ragazzi imparano il “mestiere dello storico” maneggiando documenti sulla Seconda guerra mondiale
CHIETI. Imparare a maneggiare i “ferri del mestiere”, quelli dello storico: carte e documenti d’epoca, dai quali nascono appunto le pagine di storia. È l’obiettivo del progetto inaugurato in questi giorni dal Club per l’Unesco di Chieti e dall’Archivio di Stato, che coinvolgerà studenti delle scuole superiori di tutta la provincia nell’80esimo anniversario della Liberazione. Il primo incontro c’è stato al Masci, che ha già aderito ufficialmente insieme a Vico e Gonzaga. Ma altri istituti si sono fatti avanti.
«È un progetto nato nell’ambito di un protocollo sottoscritto a novembre con l’Archivio di Stato», spiega la presidente del Club per l’Unesco Cinzia Di Vincenzo, «grazie anche alla grande sensibilità e attenzione di Rosangela Guerra, direttrice di questa istituzione culturale di alto livello. Si tratta di attività e iniziative per promuovere la conoscenza del nostro patrimonio documentario e archivistico, alla quale hanno già aderito ufficialmente tre scuole di Chieti, ma per la quale stanno arrivando tante altre richieste, anche da fuori città, come ed esempio da Ripa Teatina, Scerni o Furci».
L’obiettivo è «avvicinare gli studenti alla ricerca storica», aggiunge Di Vincenzo, «far capire loro come si costruisce una pagina di storia partendo dai documenti». Che sono i “ferri del mestiere” che i ragazzi maneggeranno nelle sale dell’Archivio dopo gli incontri preparatori in classe. Nella prossima settimana ne sono stati fissati due, mentre tre sono quelli programmati nell’Archivio di via Ferri. Le carte che passeranno tra le mani dei ragazzi in questi mesi sono i censimenti degli ebrei; i documenti sulla situazione igienico e sanitaria dopo gli arrivi degli sfollati di Chieti, di fatto “città aperta” durante la guerra; gli elenchi dei partigiani. Insomma, quello da cui nascono le pagine dei libri di storia, il “prodotto finito” che arriva sui banchi.
«Dopo l’incontro a scuola con noi», dice Di Vincenzo, «ogni classe sarà divisa in piccoli gruppi e lavorerà in Archivio con il personale e con la direttrice, per una seduta con i documenti originali che verranno esaminati e con i quali saranno redatte delle schede informative successivamente illustrate agli altri gruppi di lavoro». Un lavoro che, tra l’altro, potrà essere integrato con testimonianze dirette. «È un progetto che si sviluppa durante tutto l’anno, questo in cui cade l’80esimo anniversario della Liberazione della provincia e di Chieti in particolare, avvenuta nel giugno del 1944», dice la presidente del Club per l’Unesco, «è un progetto che si costruisce insieme e con il quale ci auguriamo di aprire tante finestre sulla storia locale». E, chissà, potrebbe portare a scoprire notizie inedite o ad evidenziarne di misconosciute. Quello che in fondo è il mestiere dello storico.
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