Area fragile, no all’estrazione gas

Lago di Bomba. Il chimico Colonna: nessuna modifica renderà accettabile il progetto
BOMBA . «Non avrei mai immaginato che dopo gli scontri degli anni scorsi e dopo le clamorose bocciature ricevute, la Cmi avesse avuto il coraggio di presentare un’ulteriore richiesta. Nessuna modifica del progetto potrà mai modificare la situazione idrogeologica della nostra zona». Massimo Colonna, chimico e presidente del comitato di cittadini “Gestione Partecipata Territorio”, che dall’inizio della vicenda è stato ed è in prima linea per contrastare il progetto per il lago di Bomba, ha così espresso tutto il suo stupore.
Il progetto di estrazione e raffinazione di gas naturale dal giacimento (scoperto nel 1958 dalla Meridionale idrocarburi, la titolarità del giacimento di gas naturale di Bomba è stato per circa 30 anni dell’Agip, società controllata poi dell’Eni), presentato per la prima volta nel 2010, è stato già bocciato due volte dal comitato Via (Valutazione Impatti Ambientali) della Regione, dal Consiglio di stato, dopo i due ricorsi al Tar della ditta proponente, ex Forest Cmi, attuale Cmi Energia S.r.l., e nel 2018 dal comitato Via del ministero dell’Ambiente, visto che nel frattempo le competenze sono passate allo Stato.
A distanza di 10 anni dalla prima richiesta, questa è la terza volta che la società, controllata da un’azienda statunitense, prova ad ottenere l’agognata concessione. Il progetto prevede l’estrazione del gas dal giacimento che si trova sotto il lago di Bomba, la realizzazione di un gasdotto lungo circa 20 km e la costruzione di un impianto di raffinazione nella zona industriale della Val di Sangro, nel comune di Paglieta. Colonna si è detto pronto a tornare in campo e ha annunciato che la prossima iniziativa, adottata in collaborazione con l’amministrazione di Bomba di cui fa parte, sarà chiedere alla Regione ed al governo di dare seguito alla richiesta, sottoscritta il 22 gennaio 2018 da Regione, provincia di Chieti, comuni di Bomba, di Paglieta e altri 20 limitrofi, ed inoltrata al ministero dello Sviluppo economico, di ritirare il permesso di ricerca “Monte Pallano” alla Cmi Energia, di attestare definitivamente che «il giacimento di gas naturale di Bomba non è sfruttabile a causa della delicata situazione idrogeologica dei luoghi, della presenza di frane attive e quiescenti e del bacino idroelettrico e di non rilasciare in futuro ulteriori permessi di ricerca e coltivazione ad esso relativi».
«Gli straordinari risultati ottenuti negli anni di lotta e di contrasto al progetto», afferma il sindaco Raffaele Nasuti «sono una medaglia che tutti noi possiamo esibire sul petto. Non vediamo nessun tipo di argomento che possa farci cambiare idea». (m.d.n.)
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