Area industriale, c’è l’appello delle aziende

Atessa. La Honda scrive all’Arap: «Attendiamo gli interventi per migliorare la sicurezza delle strade»
ATESSA. È anacronistico che nella più grande zona industriale abruzzese e una delle più importanti nel centro sud si parli di viabilità insicura, che è causa o concausa di incidenti stradali, alcuni dei quali mortali. Tra i servizi essenziali dell’Arap (Azienda regionale delle attività produttive) sono previsti l’accessibilità e la viabilità stradale delle aree industriali con relativi cartellonistica, pubblica illuminazione segnaletica e verde. «L’Arap», afferma il sindaco di Atessa, Giulio Borrelli, «dice che non ha soldi per intervenire e allora noi chiediamo che sia la Regione a risolvere le criticità, dalle strade dissestate allo sfalcio dell’erba a parcheggi per i camion che vengono da tutta Europa e non hanno un luogo dove sostare e rifocillarsi».
A più riprese le aziende e il Comune hanno fatto richieste all’Arap di intervenire. La Sevel, per esempio, ha chiesto di ripristinare le luci allo svincolo della direttrice che si immette sulla Fondovalle Sangro perché i lampioni sono tutti fuori servizio da un mese. La Honda, tramite il direttore di stabilimento Marcello Vinciguerra, sul famigerato incrocio tra via Italia e via Genova nell’area industriale ha scritto al presidente Arap, Giuseppe Savini: «La nostra azienda, così come altre importanti realtà del territorio, ha fatto affidamento sulle assicurazioni da voi prestate in ordine alla predisposizione di contromisure, anche in collaborazione con il Comune di Atessa, atte a migliorare la sicurezza stradale dell’incrocio in considerazione. In modo particolare, facciamo riferimento all’incontro del 19 dicembre. In quella occasione Arap comunicava di aver disposto l’applicazione di misure di prevenzione, quali limitatori di velocità, segnalatori luminosi lampeggianti e segnaletica orizzontale. Altresì è stato affermato che sarebbe allo studio l’analisi dell’implementazione di una soluzione definitiva, quale la realizzazione di una rotonda, e contestuale avvio alla ricerca di appositi fondi. Ad oggi», conclude Vinciguerra, «dobbiamo purtroppo constatare come la situazione sia rimasta assolutamente invariata, né è dato conoscere un piano di implementazione delle suddette misure di sicurezza».
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