Area pedonale in piazza, parte la protesta

San Vito, l’opposizione contesta la realizzazione di una piattaforma: «Così spariranno i parcheggi»
SAN VITO CHIETINO. Manifesti appesi in Comune per protestare contro la realizzazione di un’area pedonale rialzata, davanti all’ex municipio in piazza Garibaldi. È questa l’iniziativa delle opposizioni, Viviamo San Vito e Nuova Alleanza per San Vito. Per la minoranza, quella che definiscono una «piattaforma» stravolgerebbe la piazza, creerebbe traffico nelle viuzze del paese e toglierebbe parcheggi. «I 33mila euro spesi per questa piattaforma», accusa l’opposizione, «potevano essere usati per rifare parte della pavimentazione della piazza». Ma l’amministrazione va avanti e ribatte: «Al progetto presentato nessuno si è opposto».
«Questa piattaforma è stata ideata, progettata e realizzata dall’amministrazione Bene comune», sostiene la minoranza, «quella che aveva posto i principi della condivisione e della partecipazione dei cittadini alle decisioni e che invece si è arrogata il diritto di stravolgere irrimediabilmente l’architettura e la fruibilità di piazza Garibaldi, senza coinvolgere il consiglio comunale con una piattaforma rialzata». Per i consiglieri, dopo i lavori, non si potranno più fare spettacoli importanti in piazza, saranno ridotti i parcheggi per le auto e vista l’impossibilità di svoltare davanti al vecchio municipio, aumenterà anche il traffico nelle strette strade del centro storico. «Tutto ciò è grottesco ciò per un’amministrazione che afferma di tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini».
Ma il Comune non ci sta: «Nel momento in cui la giunta approva un progetto, tutti i consiglieri possono accedere agli atti ed eventualmente fare interrogazioni in consiglio», dice l’assessore ai lavori pubblici Andrea Catenaro, «una volta valutate le posizioni dell'intero consiglio, l’amministrazione decide se procedere o meno. Nel caso dell’area pedonale con abbattimento delle barriere architettoniche finanziata con il residuo di un contributo dimenticato nel cassetto della Regione dalle precedenti amministrazioni, nessun consigliere ha sollevato obiezioni. Quindi l’opera», conclude, «può considerarsi condivisa dall’intero consiglio». (t.d.r.)

