Area per i giochi sulla riviera, dietro-front della maggioranza

Dopo il contenzioso al Tar, il consiglio dà mandato alla giunta per sistemare le strutture sfrattate L’amministrazione cambia il testo della delibera annunciata. L’opposizione: convocazione illegittima
VASTO. Sarà la giunta a individuare, entro il 16 maggio, un’apposita area dove collocare le giostrine sfrattate da piazza Rodi «previa idonea valutazione degli uffici tecnici e della polizia locale». È l’atto di indirizzo approvato ieri dal consiglio comunale con i soli voti della maggioranza di centrosinistra che ha emendato una proposta di delibera che collocava inizialmente i giochi per bambini in un’area compresa tra viale Dalmazia e il lungomare Cordella, nei pressi del complesso residenziale Poseidone, a ridosso di Fosso Marino.
L’opposizione compatta ha votato contro ritenendo la convocazione «illegittima» e sollevando una serie di contestazioni. L’emendamento è stato presentato dal sindaco Francesco Menna e dai gruppi di maggioranza. Il dibattito, acceso e a tratti aspro, è durato alcune ore. L’argomento è stato illustrato dall’assessore al Patrimonio, Paola Cianci. «Ci state chiedendo una delega in bianco», ha tuonato in aula Guido Giangiacomo (FdI), che ha ripercorso tutte le tappe del contenzioso che vede contrapposti il Comune e un operatore commerciale, Umberto Marinozzi. È stato proprio quest’ultimo a rivolgersi al Tar impugnando la delibera con cui la giunta aveva regolamentato l’occupazione di suolo pubblico in piazza Rodi, a Vasto Marina «con l’obiettivo di valorizzare e migliorarne l’utilizzo», sfrattando le giostrine e i giochi per bambini che da anni vengono collocati in quell’area pubblica. Il Tar e il Consiglio di Stato hanno dato sostanzialmente ragione alla ditta Marinozzi, ritenendo l’atto amministrativo «sproporzionato» e rilevando che la competenza in questi casi non è della giunta, ma del consiglio comunale trattandosi di regolamentazione di occupazione di suolo pubblico.
L’amministrazione è dunque corsa ai ripari confezionando la proposta di delibera approdata ieri in aula, ma emendata rispetto alla formulazione originaria. «C’è una difesa ad oltranza di un interesse privato», ha replicato il sindaco Menna, «dall’opposizione mi sarei aspettato collaborazione nel trovare altre aree». Le minoranze hanno contestato anche la “fretta” e la circostanza che, trattandosi di un atto di pianificazione, il provvedimento sarebbe dovuto passare per la commissione Assetto del territorio. Maria Amato (La Buona Stagione) ha criticato il metodo utilizzato «non rispettoso delle prerogative del consiglio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

