Aree interne, ecco tutto ciò che non va

2 Luglio 2015

Uno studio mette sotto accusa scuola, turismo e sanità. Da qui parte il progetto di 33 sindaci

QUADRI. Un pregio della “bozza d’idee per la definizione della strategia aree interne” è che è riuscita a mettere nero su bianco quelle cose che tutti sapevano: le aree interne vivono in condizioni di difficoltà.

Il valore del documento, approvato all'unanimità da trentatré sindaci appartenenti all’area prototipo Basso Sangro-Trigno, che fa parte della strategia nazionale delle aree interne, è di essere basato non su sensazioni ma su statistiche, numeri spesso impietosi. L’elaborazione “scientifica” del documento ha portato a queste conclusioni sulle quali ragionare e programmare: scuole (le prestazioni degli studenti dell’area sono inferiori alla media nazionale), trasporti (il trasporto locale non è adeguato alle esigenze dei residenti e dei turisti), servizio salute (la medicina territoriale non risponde adeguatamente ai bisogni dell’area). Sotto accusa sono anche agricoltura, cultura, ambiente e turismo. Cose scontate? Sì, certo. Però sapere che i minuti, che intercorrono tra l'inizio della chiamata telefonica alla centrale operativa e l'arrivo del primo mezzo di soccorso sul posto, per le aree interne nazionali sono 21 che salgono a 28 per le aree interne regionali che lievitano a 46 per le aree interne del Basso Sangro-Trigno, dà una cognizione del “fatto” diversa. Altro esempio: % di popolazione raggiunta da banda larga su rete fissa (adsl) maggiore di 2 mbps e minore di 20 mbps: aree interne nazionali: 36.8; regionali, 38.9; Basso Sangro-Trigno, 22.7. E ancora, specialistica ambulatoriale – prestazioni erogate per 1000 residenti: aree interne nazionali, 2.469; regionali, 2.261; Basso Sangro-Trigno, 1.479.

I comuni dell’area progetto (popolazione totale 22.200) sono: Borrello, Carunchio, Castelguidone, Castiglione Messer Marino, Celenza sul Trigno, Civitaluparella, Colledimacine, Colledimezzo, Fallo, Fraine, Gamberale, Gessopalena, Lama dei Peligni, Lettopalena, Montazzoli, Montebello, Monteferrante, Montelapiano, Montenerodomo, Palena, Pennadomo, Pietraferrazzana, Pizzoferrato, Quadri, Roccaspinalveti, Roio, Rosello, San Giovanni Lipioni, Schiavi di Abruzzo, Taranta Peligna, Torrebruna, Torricella Peligna, Villa Santa Maria.

«Il documento frutto del lavoro svolto da un anno a questa parte sarà sottoposto alla regione Abruzzo e al ministero» afferma Antonino Amorosi, sindaco di Lama e referente dei sindaci, «Successivamente si attiverà la fase di animazione e discussione sul territorio aperta ai comuni contigui e interessati agli interventi ai cittadini alle imprese alle associazioni agli operatori sanitari della scuola e della mobilità».

Matteo Del Nobile