Aree sfollati, le mappe sono “nascoste”

30 Agosto 2016

Chieti città di secondo livello sismico, ma il Comune dimentica di metterle sul sito: in caso di emergenza sarebbe il caos

CHIETI. Dove sono le aree di attesa e di accoglienza? Dove devono rifugiarsi i cittadini in caso di sisma? E dove possono riunirsi i soccorritori? Abbiamo provato a cercare questi luoghi sul sito istituzionale del Comune di Chieti. Ma è stato un lavoro inutile perché, dopo aver sfogliato on line 128 pagine, con nomi di responsabili e referenti (alcuni dei quali sono persino in pensione da mesi) non siamo arrivati a nessun risultato per i cittadini. Facciamo una premessa per sgomberare il campo da illazioni e critiche che oggi usciranno dai piani alti del Comune: «Il Piano Comunale di Emergenza, previsto dalla Legge numero 100 del 12/07/2012, è stato redatto da molti comuni, ma spesso rimane chiuso in un cassetto, dove nonostante sia stato annunciato nell’immediatezza dell’approvazione della legge del 2012, ad oggi non è pubblicato sul sito web del Comune e, soprattutto, non è stato portato a conoscenza della cittadinanza, neppure con l’apposizione della segnaletica che individua le aree di attesa, di accoglienza e di ammassamento». Così leggiamo su Internet.

E’ un commento drammaticamente vero, in questi giorni che seguono il disastro e i lutti, che ritrae perfettamente la situazione a Chieti, città classificata con un rischio sismico di secondo livello, quindi non basso. Ma dei cartelli che indicano le aree di attesa e accoglienza non esiste neppure l’ombra. Parlare di cartelli sparsi in città significa però pretendere troppo visto che nel nostro caso manca anche l’indicazione di base. Siamo a livello di prevenzione bocciata. Provate anche voi a cercare sul sito internet del Comune le mappe che salverebbero decine di vite umane. Noi lo abbiamo fatto ieri alle 11. Ed ecco che cosa abbiamo trovato.

1). Il primo passaggio è stato quello di trovare il link “protezione civile” sulla homepage del Comune. Il link si trova sulla destra subito sopra quello del Teatro Marrucino. 2). Cliccando su quel link si entra nella pagina dove c’è l’indicazione di un pdf intitolato “Piano protezione civile”.

3). Il pdf si apre, è composto da 128 pagine ma, per fortuna, c’è un indice all’inizio che rimanda all’ultima pagina.

4). Qui dovremmo trovare le mappe della aree di accoglienza e di attesa sotto la dicitura “allegati”. Ma siamo alla fine della ricerca perché gli allegati sono introvabili. La delega della Protezione civile è in mano al sindaco, Umberto Di Primo, ma c’è un responsabile delle informazioni riportate sul pdf che, a quanto pare, sono vecchie di diversi anni. Lo si deduce da alcuni numeri telefonici ormai dismessi. Per sapere dove si trovano le aree che cerchiamo ci siamo rivolti a un volontario del soccorso che custodisce una vecchia mappa del 2008 che, supponiamo, non sia mai stata aggiornata. Indica 4 aree di ammassamento per i soccorritori: Centro sportivo San Martino, casa studente viale Unità d’Italia, Palatricalle e Centro sociale di via Amiterno. E 7 di ricovero per la popolazione: Foro Boario, campi di calcio Celdit e Ciapi, Centri sportivi Tricalle, Madonna del Freddo, Filippone e infine Stadio Angelini.