Argenio provoca a Rete 8 sul patto etico di Buracchio

Il faccia a faccia con i candidati. Di Paolo svela: Ater, ho detto no a D’Alfonso Raimondi: non farò inciuci. E il sindaco ammette il tassello che manca al bilancio
CHIETI. Ma voi il patto etico di Buracchio lo firmereste? Ottavio Argenio, candidato a 5 stelle, lancia la provocazione. «Buracchio chi?», dice Donato Marcotullio, aspirante sindaco di IdeAbruzzo. Che ha 38 anni, non può ricordare fatti del ’93. Sarà vero? No, Marcotullio era candidato con la lista di Emanuele, fratello di Andrea. Ma c’è un diritto all’oblio per chi torna in politica come in un ciclo vichiano, e alla bugia veniale per domande a bruciapelo in tv. Siamo a Rete8, Pasquale Pacilio conduce l’ultimo faccia a faccia, quasi soporifero, tra otto candidati sindaco e Bruno Di Paolo che ammette candidamente di aver risposto no a Luciano D’Alfonso che gli avrebbe proposto la presidenza dell’Ater. In cambio dell’apparentamento con Febo? Non lo sapremo mai, perché Pacilio non permette due domande di fila alla stesso candidato. Ma Di Paolo ha escluso apparentamenti. E a futura memoria finiscono anche le parole di Enrico Raimondi, l’Altra Chieti, che non farà inciuci. Sarà (forse) un petto a petto, come si dice in gergo, tra i principali competitor: il sindaco dell’autarchia, Umberto Di Primio, che riattacca D’Alfonso e gli spot del governatore, e lo sfidante del centrosinistra che, in zona Cesarini, si ricorda di sfruttare l’onda della filiera Chieti-Regione: Non è mai troppo tardi, diceva il maestro Manzi. Poi c’è Antonello D’Aloisio, Noi con Salvini che, con un filo di voce, parla di case da dare prima agli italiani: è un Salvini col silenziatore. E infine Roberto Di Monte di Rinnoviamo Chieti che risvela un altarino di In.Te: è solo di 10 euro il capitale sociale dell’azienda che dovrebbe fare un mare d’assunzioni. Ma anche qui non c’è la possibilità di scavare perché il buon Pacilio è un vigile urbano con la paletta. Post scriptum: i revisori dei conti aspettano ancora il rendiconto del bilancio approvato in ritardo dalla giunta. Non tutte le ciambelle riescono col buco. (l.c.)

