Argine del Mirò, Merlino e altri tre pagano una multa

7 Giugno 2019

CHIETI . Non ci sarà alcun processo sul muro d’acciaio costruito per il parco commerciale Mirò. Le 4 persone finite davanti al giudice hanno chiesto l’oblazione, ovvero la volontaria donazione di...

CHIETI . Non ci sarà alcun processo sul muro d’acciaio costruito per il parco commerciale Mirò. Le 4 persone finite davanti al giudice hanno chiesto l’oblazione, ovvero la volontaria donazione di denaro per estinguere il reato. Si tratta di Domenico Merlino, ingegnere teatino di 67 anni, nella veste di direttore dei lavori; Massimo Locatelli (50), di Sant’Omobono Imagna (Bergamo), in qualità di legale rappresentante della committente Sile Costruzioni; Federica Colanzi (24), di Chieti, e Marilena Gatto (67), di Venezia, legali rappresentanti rispettivamente di Emoter e di Pasqual Zemiro, ditte esecutrici dei lavori. A citarli a giudizio è stato il sostituto procuratore Marika Ponziani per l’argine fluviale, realizzato nell’ottobre del 2017 in zona Santa Filomena, a protezione del futuro megastore. L’accusa è la violazione dell’articolo 94 del testo unico dell’edilizia: gli imputati, si legge sul capo d’imputazione, «in assenza della prescritta preventiva autorizzazione del Genio Civile, eseguivano in località sismica lavori di realizzazione di un argine fluviale con palancole in acciaio infisse al suolo». Nella prossima udienza, fissata per il 12 luglio, la richiesta di oblazione verrà accolta dal giudice Chiara Di Gerio. Il Wwf, difeso dell’avvocato Francesco Paolo Febbo, era pronto a costituirsi parte civile dopo aver presentato la denuncia che ha fatto scattare le indagini della forestale. (g.let.)