Armi da guerra per colpire i carabinieri

Scoperto a Bucchianico l’arsenale del raid con sparatoria a Rapino, c’è anche un mitra usato nel conflitto nell’ex Jugoslavia
BUCCHIANICO. Anche armi da guerra dall'ex Jugoslavia figurano tra il materiale utilizzato dai quattro malviventi originari di Cerignola che, il primo settembre, hanno rapinato l’ufficio postale di Rapino ingaggiando un conflitto a fuoco con una pattuglia dell’Arma. In appena otto giorni i Carabinieri del Comando Provinciale di Chieti hanno recuperato un vero e proprio arsenale. Infatti, nel corso di un’imponente battuta svoltasi in un’area boschiva localizzata nel Comune di Bucchianico, gli stessi Carabinieri del Comando Provinciale di Chieti, con l'ausilio del personale di rinforzo dell’8° Reggimento Carabinieri Lazio, hanno ritrovato martedì pomeriggio tutte le armi usate dai rapinatori durante il loro blitz all'ufficio postale. I dettagli dell'operazione sono stati riferiti, ieri mattina, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il maggiore Vincenzo Maresca, comandante del nucleo operativo del Comando provinciale, il capitano Livio Lupieri, comandante della compagnia di Chieti, il capitano Emanuele Mazzotta, comandante del nucleo investigativo del Comando provinciale, e il tenente Antonio Moramarco, comandante del nucleo operativo della compagnia di Chieti. Le ricerche si sono concentrate in una zona, con folta vegetazione, compresa tra i Comuni di Bucchianico e Casacanditella dove, molto probabilmente, i quattro malviventi si erano nascosti nei frangenti successivi alla rapina, dopo aver abbandonato l'autocarro Iveco ed essersi dileguati a piedi. Le armi ritrovate sono un fucile d'assalto militare marca Zastava M.70 (modello Kalashnikov), calibro 7,62x39, con due caricatori e relative munizioni; una pistola revolver Smith&Wesson, modello 686, calibro 357 Magnum, con 7 cartucce; e un fucile automatico Kfc calibro 12. Tra questi, il fucile mitragliatore d'assalto militare Zastava, risulta essere stato usato dalle forze armate dell'ex Jugoslavia durante la guerra nei Balcani. La modalità di occultamento tra la fitta boscaglia e il punto del ritrovamento, in località Calcara, a Bucchianico, a ridosso del fiume Foro e a poche decine di metri dalla cappella di San Camillo de Lellis, fanno pensare che presumibilmente i rapinatori sarebbero tornati sul posto per recuperare le armi qualora fossero riusciti a guadagnare la fuga e ad eludere la cinturazione dell’area, attuata dai Carabinieri subito dopo il colpo. Il possesso di tali armi, inoltre, fa comprendere l'organizzazione e la facilità con cui la malavita italiana riesce a muoversi nel territorio nazionale. A tal proposito il fucile mitragliatore Zastava M.70 è probabilmente giunto nel nostro Paese grazie al mercato nero sorto a seguito del conflitto dei Balcani. La pistola revolver marca Smith&Wesson, invece, risulta essere il bottino di un furto avvenuto nel bergamasco. Mentre il fucile Kfc calibro 12 è stato rapinato nelle campagne di Cerignola ad una coppia di cacciatori napoletani. Gli arrestati saranno deferiti anche per il reato di ricettazione di armi.
Alfredo Sitti

