Armi ed esplodenti fatti in casa, si indaga sui contatti dell’operaio

12 Giugno 2021

Anche la polizia postale in campo per individuare chi erano gli interessati ai video tutorial di Di Totto Il capo della Digos: «Verifiche sulle relazioni di questo artigiano dalle grandi capacità manuali»  

LANCIANO. «Finché non mi arrestano, sarò lieto di condividere quel poco che so». Si esprimeva così, in uno dei suoi video tutorial, Daniele Di Totto, il 46enne lancianese che fabbricava armi e congegni esplodenti e illustrava su internet come fare ad altri utenti. Parole che suonano profetiche ora che la polizia di Lanciano e la Digos di Chieti lo hanno effettivamente arrestato per l’attività illecita che portava avanti da solo, come hanno accertato finora le indagini.
SITI SEQUESTRATI Indagini che ora si concentrano sui numerosi contatti, migliaia, che il 46enne teneva esclusivamente su canali informatici. Account e profili social che gli sono stati sequestrati in via preventiva e vietati con provvedimento del gip del tribunale di Lanciano che lo ha posto agli arresti domiciliari. «Il fatto che viva da solo attenua il pericolo di inquinamento delle prove», spiega il questore Annino Gargano, che ha dato risalto all’attività investigativa del commissariato di Lanciano, «ma ogni eventuale violazione di questi obblighi gli spalancherà le porte del carcere. Anch’io, da parte mia, adotterò nei suoi confronti una misura di prevenzione personale».
LA RETE DEI CONTATTI «Di legami con il mondo del terrorismo non abbiamo evidenze», precisa il questore, «ma, con gli esperti della polizia postale di Pescara stiamo facendo approfondimenti sui contatti dell’indagato al fine di verificare da quanto andavano avanti, e in particolare sui contatti che si ripetevano e mostravano particolare interesse nello scambio di post didattici su quello che veniva visionato dai video tutorial». I primi accertamenti in questa direzione sono stati eseguiti dalla Digos, che ha eliminato dalla rete i contenuti incriminati. «La nostra attività», precisa il dirigente Coriolano Conte, «è stata volta a verificare qual era la grandezza del circuito di relazioni che questa persona intratteneva. I video venivano postati e sotto comparivano i commenti: l’indagato rispondeva dando consigli e la sua disponibilità ad elargire ogni tipo di suggerimento. È un artigiano di grandi capacità manuali, con competenze elettriche e chimiche che aveva piacere di condividere. A questo, sembra, si sia fermato, ma stiamo accertando ulteriori profili di interesse che potrebbero dare ulteriori esiti investigativi».
CONGEGNI PERICOLOSI Nel garage dell’abitazione in contrada Sant’Egidio, dove l'operaio 46enne vive con la madre, il personale della sezione investigativa del commissariato ha sequestrato, in collaborazione con gli artificieri e il nucleo cinofili di Pescara, diverse armi o parti di esse, tra cui un lanciafiamme artigianale, un fucile di precisione ad aria compressa, una balestra con dardo esplosivo, una bottiglia molotov, polvere nera, proiettili, detonatori. «Ma sono stati trovati anche fertilizzanti, soda, zucchero, solventi chimici», aggiunge il dirigente del commissariato, il vicequestore Lucia D’Agostino, «sostanze che miscelate tra loro erano in grado di far esplodere gli inneschi». Inneschi che venivano predisposti con cura e in modo insidioso, utilizzando oggetti comuni, oppure aggiungendo sferette di plastica rigide che, esplodendo, sarebbero state proiettate verso le persone provocando seri danni. Nei tutorial Di Totto mostrava come realizzare miscele di gas altamente infiammabili e di natura esplosiva, dette “ossidrogeno”, o come innescare a distanza le deflagrazioni. Nei video l’indagato vanta questa alta capacità di deflagrazione dei suoi congegni: «Se non salterò in aria prima io», dice ai suoi contatti, «spero di potervi dare indicazioni sempre più specifiche e costruttive su questo materiale esplodente». «Le perizie disposte dalla Procura di Lanciano evidenziano l’alta offensività di questi congegni», sottolinea il questore Annino Gargano, «con questa prima parte di indagine abbiamo posto un freno alle potenzialità pericolose del soggetto e di chi lo seguiva». Daniele Di Totto, assistito dall’avvocato Luigi Feliziani, comparirà martedì mattina davanti al Gip per l’interrogatorio di garanzia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA