Arredi della discordia tolti dalla piazza ma nessuno li vuole

Ortona. Sedute, rastrelliere e fioriere non piacciono proprio «Non servono alla città e in ogni altro posto stanno male»
ORTONA. Piazza San Tommaso si rifà il look, gli arredi urbani vengono dislocati in altre aree della città, ma le scelte dell’amministrazione comunale su dove posizionarli non convincono la cittadinanza. Sono giorni di rinnovamento nel centro storico di Ortona, in cui per iniziativa dell’assessore al commercio, Simonetta Schiazza, sono stati tolti i “moduli” di arredo urbano presenti nella piazza antistante la cattedrale, sui quali tantissimi ortonesi avevano polemizzato in passato per la loro inadeguatezza. Una delibera di giunta ha decretato lo spostamento di questi arredi, una decisione che rientra nel più ampio progetto di riqualificazione e rivitalizzazione del centro commerciale naturale di Ortona.
SEDUTE, FIORIERE E RASTRELLIERE. L’intero “pacchetto”, che negli anni addietro era stato posizionato in piazza San Tommaso, si estende su una superficie di circa 56,25 metri quadrati ed è costituito da seduta, fioriera, cestino rifiuti, teca espositiva e rastrelliera per biciclette. Un arredo moderno, collocato al centro della piazza, che non ha mai riscosso un grande successo tra la gente sia per gusto estetico che per utilità.
IL DISLOCAMENTO. Ecco perché, ascoltando la voce del popolo, la neo squadra di governo cittadino ha deciso di assecondare le loro volontà. Così tre moduli sono stati posizionati in via della Fortuna, altri due con rastrelliera-bicicletta nei pressi dell’ingresso della scuola media “Domenico Pugliesi” in largo Castello, due con bacheca e vetrina nell’area antistante la basilica di San Tommaso, sei lungo la Passeggiata Orientale, sei nell’area verde del Parco Ciavocco e due a Porta Caldari.
NUOVE POLEMICHE. Se da una parte gli ortonesi hanno ben accolto la novità di far tornare piazza San Tommaso a quella che era un tempo, dall’altra è sorta una nuova polemica su dove siano stati ricollocati gli arredi. Non c’è pace per l’amministrazione comunale, che adesso deve fare i conti con questa ulteriore diatriba. Sono in tanti, infatti, a sostenere che alcune delle aree dove si è deciso di posizionare i moduli non necessitino della loro presenza.
I COMMENTI SUL WEB. Internet ed i social network sono anche stavolta un punto in cui si può riscontrare la disapprovazione degli ortonesi. Tra i numerosi commenti che appaiono su facebook in merito alla questione, si possono scorgere sia la soddisfazione per aver liberato il centro storico da tali arredi, che molti consideravano antiestetici, sia i malumori per le decisioni sulle aree destinate ad accoglierli. «Non sanno proprio dove mettere queste oscenità» o «al peggio non c'è mai fine» sono solo alcuni dei commenti che gli utenti di facebook hanno rilasciato su una foto, postata sulla pagina Ortona Live, in cui si immortalano i tre moduli insediati in via della Fortuna.
CHE COSA NE PENSANO I RESIDENTI. Tra le vie della città il pensiero sembra essere per tutti lo stesso. Ieri mattina, nonostante la bella giornata di sole, diverse sedute, tra cui quelle che si affacciano sul mare lungo la Passeggiata Orientale o quelle in via della Speranza, erano vuote. Abbiamo chiesto a titolari di attività, proprio in Piazza San Tommaso, la loro idea sulla rimozione degli arredi e sono sembrati soddisfatti. Ascoltando successivamente anche le parole di alcuni cittadini sono emerse altre interessanti opinioni. «Nella zona di piazza San Tommaso erano poco utili», ha commentato Lorenzo Castaldo, «si trattava di arredi che potevano essere collocati in altri punti. La notizia che abbiano deciso di toglierli è positiva, ma rimane il fatto che sono stati ricollocati in ulteriori luoghi della città che non hanno bisogno di quelle sedute». Secondo Federico La Cioppa, invece, «tali opere non erano indispensabili. Le priorità per Ortona erano e sono altre. Quei soldi potevano essere spesi diversamente e meglio». Infine una riflessione di Christian Caraceni: «Gli arredi di cui parliamo sono caratterizzati da un design moderno che nulla hanno a che vedere con un centro storico come quello di piazza San Tommaso».
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