Arrestata la banda dei bancomat scoperto l’esplosivo per l’assalto

9 Dicembre 2019

I carabinieri fermano i malviventi mentre preparano il furto: l’ordigno recuperato tra la vegetazione Al vaglio le immagini degli sportelli svuotati nelle scorse settimane: i ladri potrebbero essere gli stessi 

CHIETI. La marmotta, ordigno fatto in casa che non c’entra niente con il roditore, era già pronta per l’assalto a uno dei bancomat di Tollo. Il piano dei malviventi, però, è saltato: i carabinieri hanno sequestrato quel contenitore a forma di pala, in cui erano pressati 400 grammi di esplosivo, e arrestato i quattro componenti della banda. In carcere sono finiti un foggiano di 51 anni, Antonio Gerardo Pezzano, e altri tre pregiudicati di Orta Nova, Fabio Cetrulo (36), Ruggiero Barra (26) e Paolo Casamassima (31). Ma le indagini proseguono: l’ipotesi è che il quartetto sia coinvolto in altri furti che hanno terrorizzato per mesi i residenti della provincia di Chieti. Le immagini delle telecamere degli sportelli automatici depredati nell’ultimo periodo potrebbero fornire dettagli fondamentali e incastrare i membri della gang, nel frattempo accusati di «concorso in detenzione e porto illegale di materiale esplosivo». Verranno passati al setaccio anche i quattro cellulari finiti sotto sequestro.
I CONTROLLI. L’ultima operazione rientra nei controlli intensificati dai militari del comando provinciale di Chieti dopo che, in poco meno di venti giorni, sono stati fatti saltare in aria tre bancomat. Pattugliamenti nelle ore notturne rafforzati soprattutto durante i fine settimana, quando gli sportelli automatici vengono ricaricati di soldi alla vigilia della due giorni di chiusura delle filiali.
LA SCOPERTA. Sono le 2 di ieri notte quando una pattuglia della stazione dei carabinieri di Tollo intercetta una Ford Focus scura più volte segnalata nei luoghi di precedenti assalti. Il sospetto immediato è che si tratti della banda della marmotta, pronta di nuovo a colpire in zona. Altri indizi arrivano nel giro di qualche secondo: i quattro uomini che si trovano nell’auto, dopo aver nascosto un grosso fagotto tra la vegetazione della strada provinciale Miglianico-Tollo, alla vista dei lampeggianti blu dell’Arma, tentano di darsi alla fuga in direzione del centro abitato. Qui, però, la Focus – intestata a una concessionaria di Foggia – viene raggiunta e bloccata dai militari della stazione e da quelli del nucleo radiomobile di Ortona, coordinati dal maggiore Roberto Ragucci.
LA SCUSA. I quattro provano a giustificare la loro presenza in zona con la più banale delle scuse. «Dobbiamo recuperare un furgone andato in panne qualche giorno fa», dicono senza troppa convinzione. Poi, però, i componenti della banda non possono fare altro che arrendersi all’evidenza. Durante la perquisizione dell’auto, infatti, spuntano fuori un passamontagna, un paio di guanti in lattice da lavoro, torce, arnesi da scasso e numerose chiavi e telecomandi universali per l’apertura delle serrature dei veicoli.
GLI ARRESTI. Successivamente, le fotoelettriche dei vigili del fuoco illuminano il materiale gettato dalla gang durante il tragitto percorso con la Ford in fuga: altri due passamontagna e due paia di guanti in lattice. Ma la conferma definitiva che quei quattro foggiani fanno parte della banda della marmotta arriva quando gli investigatori, nel luogo dove i malviventi erano stati sorpresi pochi minuti prima, trovano «un ordigno esplosivo di natura artigianale», la marmotta appunto: avvolto tra le coperte e abbandonato tra la vegetazione, è dotato di una lunga miccia ed è già carico di 400 grammi di miscela esplosiva in polvere, per intenderci quella che viene usata per i fuochi d’artificio. A questo punto per Pezzano, Cetrulo, Barra e Casamassima, su disposizione del sostituto procuratore della Repubblica di Chieti, Marika Ponziani, si spalancano le porte del carcere di Madonna del Freddo.
LA MESSA IN SICUREZZA. Le complesse operazioni di disinnesco della marmotta inesplosa terminano a mezzogiorno: gli artificieri del comando provinciale di Chieti – assistiti dai carabinieri della compagnia di Ortona, dagli operatori del 118, dai vigili del fuoco e dalla polizia municipale – fanno brillare la polvere pirica stipata nell’ordigno dopo aver bloccato per un’ora il traffico sulla provinciale.