Arrestati con 700 ovuli pieni di droga

1 Maggio 2019

In manette nonna, nipote e conducente dell’auto residenti tra Altino e Casoli. Gli stupefacenti nascosti nella ruota di scorta

LANCIANO. Tornavano a casa con otto chili di hashish nascosti nell’auto. I carabinieri li hanno fermati all’uscita del casello Val di Sangro dell’A14 e per i tre a bordo, di nazionalità marocchina, sono scattate le manette. Mina Laaouine, 59 anni, Amal Dahouk, 19 anni, nonna e nipote residenti ad Altino, e Mohamed Najem, 53 anni, residente a Casoli, devono rispondere di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Gli arresti, avvenuti in flagranza lunedì pomeriggio, sono il frutto di un’attività mirata, finalizzata a contrastare lo spaccio di droga nel Frentano e nel Sangro, che i carabinieri della compagnia di Lanciano, diretta dal capitano Vincenzo Orlando, stanno portando avanti da mesi. Il quantitativo sequestrato è uno dei più ingenti recuperati negli ultimi anni nell’area frentana.
Lunedì, intorno alle 14,15, i carabinieri del Norm, al comando del tenente Massimo Canale, erano appostati all’uscita dell’autostrada. I militari hanno fermato la Fiat Croma guidata da Najem e intestata a Laaouine, dopo aver riconosciuto proprio quest’ultima. La donna, infatti, deve rispondere anche del reato di evasione poiché sottoposta alla misura dei domiciliari (tra l’altro per una precedente evasione) con un permesso di uscire solo fino alle 13,30. Una volta fermato il veicolo, l’atteggiamento nervoso degli occupanti ha insospettito i carabinieri e li ha convinti ad approfondire i controlli. Perquisendo palmo a palmo l’auto, nel portabagagli i militari hanno trovato quello che sospettavano: nascosti nel vano della ruota di scorta c’erano 700 ovuli, da poco più di 10 grammi ciascuno, incellofanati e suddivisi in sette buste per congelare gli alimenti. Addosso ai tre i militari hanno trovato anche 1.250 euro in contanti, probabile provento dell’attività di spaccio. Il grosso della somma era in tasca alla ragazza. Per i tre è scattato l’arresto in flagranza: le due donne sono rinchiuse nel carcere femminile di Chieti, mentre Najem a Villa Stanazzo, in attesa dell’udienza di convalida che si terrà domani mattina.
L’attività investigativa, coordinata dal procuratore Mirvana Di Serio, prosegue per accertare la provenienza dello stupefacente. L’auto tornava dalla direzione nord. Secondo i carabinieri, i tre arrestati erano andati ad acquistare la droga. A colpire è la modalità di confezionamento, in ovuli, inedita per il territorio dove l’hashish finora è arrivato confezionato in panetti. «È un metodo prima utilizzato solo per la cocaina», spiega il tenente Canale, «riteniamo sia finalizzato all’occultamento e al trasporto più facile della sostanza stupefacente». La droga sequestrata, destinata al mercato della Val di Sangro e del Frentano, avrebbe fruttato al dettaglio 60mila euro.
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