Arrestati i ladri seriali dei negozi Il pm: rubano in modo spudorato

7 Maggio 2023

In manette sono finiti Marco Maccione, 31 anni di Mozzagrogna, e Valentino Farina (35) di Atessa Accusati di 8 colpi nei supermercati: portavano via salmone, barattoli di Nutella, formaggi e salumi

LANCIANO. Rubavano di tutto: dai barattoli della Nutella alle confezioni di salmone, dal Grana padano con trenta mesi di stagionatura ai cavi per la televisione, fino ai rubinetti per il lavello. E rubavano con «condotte particolarmente spudorate», per usare le parole del pubblico ministero Francesco Carusi. Insomma: erano diventati l’incubo dei supermercati dell’area frentana e della Costa dei trabocchi. Ma i due ladri seriali sono stati scoperti e arrestati dai carabinieri della stazione di Fossacesia: Marco Maccione, 31 anni di Mozzagrogna, è finito ai domiciliari; lo stesso provvedimento è stato notificato nel carcere di Lanciano a Valentino Farina, 35 anni di Atessa, detenuto per altra causa.
Gli indagati sono accusati di aver compiuto otto furti aggravati, tra febbraio e aprile, a Lanciano, Rocca San Giovanni e Fossacesia: a incastrarli sono state le immagini delle telecamere dei negozi, che hanno immortalato anche la Lancia Musa di Maccione utilizzata per raggiungere le attività commerciali.
L’ordinanza di custodia cautelare è stata firmata dal giudice per le indagini preliminari Massimo Canosa su richiesta della procura di Lanciano. Il modus operandi è stato sostanzialmente lo stesso in tutti i casi: la coppia entrava nei supermercati, prendeva la merce dagli scaffali, la nascondeva nelle giacche e usciva senza pagare il conto. I prodotti portati via sono soprattutto generi alimentari: salsicce, prosciutti, salami, formaggi stagionati. Entrambi gli indagati hanno numerosi precedenti penali alle spalle, tant’è che Farina ha compiuto i furti violando anche il foglio di via obbligatorio ed evadendo dalla detenzione domiciliare a cui era stato sottoposto dalla Corte d’appello dell’Aquila per altri reati.
«La sistematicità delle condotte perpetrate nell’arco di poco più di un mese», scrive il giudice Canosa, «è elemento chiaramente dimostrativo di una elevatissima capacità a delinquere, di un concreto pericolo di recidiva criminosa e della conseguente necessità di una misura di restrizione della libertà personale».
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