Arrestati i professionisti dei furti in casa

22 Novembre 2017

Sgominata una banda di albanesi. Dormivano in agriturismo e poi colpivano a ripetizione nei paesi del Chietino

CHIETI. Alle 8,30 del 3 novembre scorso, quando gli agenti della squadra mobile di Chieti hanno fatto irruzione nella stanza che la banda aveva preso in affitto in un agriturismo di Ortona, ridevano tutti: «Tanto non ci potete fare niente», dicevano così i 4 albanesi davanti a un lungo campionario di merce rubata: allora erano accusati solo di ricettazione di gioielli e occhiali da sole nascosti nella federa di un cuscino, sigarette e arnesi da lavoro. Ma da quel sequestro dal valore di 15-20mila euro è partita un’altra indagine lampo, guidata dalla pm Marika Ponziani, che in due settimane ha portato in carcere i tre ladri mentre un altro è ricercato: gli arrestati, su ordine del gip Luca Di Ninis, sono Ervis Osmani, 34 anni, Arthur Geca (19) e Alfons Bushi (36). Il latitante è Mahmut Geca, 24 anni. I quattro hanno precedenti per furti e uno di loro è considerato «pericoloso» per via di una rapina armata messa a segno in una villa a Benevento.
Senza fissa dimora e ufficialmente turisti, ma secondo i casellari giudiziari si tratta di ladri professionisti: alla batteria sono contestati almeno 7 colpi nel Chietino. Un furto nella tabaccheria di Crecchio e poi nelle abitazioni di Villa Caldari a Ortona, Arielli e Torrevecchia Teatina. Colpivano nei paesi, dove le maglie dei controlli delle forze dell’ordine si allargano, e poi scappavano lontano per far perdere le tracce: dei tre arrestati, due sono stati trovati a Frosinone e un altro a Marcianise nel Casertano. Sembra che avessero appena fatto altri furti.
«C’è stata una grande sinergia tra investigatori e procura che ha portato ad arresti rapidissimi», dice il procuratore capo Francesco Testa. «Questi cittadini albanesi stavano saccheggiando la nostra provincia», spiega il questore Raffaele Palumbo, «abbiamo impedito che continuassero a fare razzie nelle case degli italiani. Si tratta di persone pericolosissime che vivono solo dei proventi che riescono a ricavare da fatti delittuosi e, quindi, è stata encomiabile la rapidità di togliere questa gente dalla collettività e metterla in galera».
Ma trovare gli albanesi non è stato facile. I due arrestati a Frosinone dagli agenti della Mobile, guidati dal dirigente Francesco Costantini, hanno tentato di scappare sul tetto ma, da un balcone vicino, è spuntato l’ispettore capo Stefano Bini, della Prima sezione Criminalità organizzata e stranieri, che ha chiuso ogni via di fuga. L’operazione della Mobile in trasferta è stata coordinata, in sala operativa, dal vice dirigente Bruno Gasbarri. «Stiamo cercando di rinforzare la squadra mobile e gli uffici di polizia giudiziaria proprio per dare una risposta immediata», dice il questore, «e grazie alla collaborazione della procura questa risposta è arrivata».
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