Arrestato con pistole, proiettili e droga

Disoccupato vastese trovato con armi e munizioni: vicino all’arsenale anche una serra con piante di cannabis per 37 chili
VASTO. Una coltivazione con 37 chilogrammi di piante di cannabis nell’immediata periferia a sud di Vasto e, accanto, un arsenale con armi e munizioni. È quanto hanno scoperto i militari del nucleo mobile della guardia di finanza di Vasto nel corso di un servizio di monitoraggio del territorio. La magistratura ha disposto gli arresti domiciliari per la persona che gestiva la coltivazione e deteneva illegalmente le armi. A.M., disoccupato vastese, già assolto qualche mese fa dal tribunale di Vasto per la coltivazione di 7 piante di marjiuana. Le piante sequestrate erano in un fondo agricolo da lui gestito, vicino alla sua abitazione. Una sorta di coltivazione “fai da te”, di cannabis con piante alte oltre 2 metri, abilmente nascosta tra la vegetazione. «La successiva perquisizione domiciliare», spiegano i militari delle fiamme gialle, «ha permesso di scoprire numerose altre piante pronte per la raccolta e il successivo spaccio, oltre a materiale vario per la concimazione e diversi attrezzi agricoli, utilizzati sempre per l’attività illecita».
A fine perquisizione gli investigatori hanno scoperto complessivamente oltre 35 chili di marijuana, un bilancino di precisione e materiale per la lavorazione e il confezionamento, due grammi di eroina. La sorpresa più inquietante è stata la scoperta a casa dell’uomo di un vero e proprio arsenale: due fucili abilmente modificati, completi di mirino, un silenziatore, una pistola semiautomatica, circa 900 cartucce di vario calibro, 300 piombini calibro 22, oltre 200 pezzi tra ogive e parti meccaniche di pistole (fusti, grilletti, carrelli otturatore, aste guida molla, altro) e circa 400 grammi di polvere pirica, nonché una pressa meccanica per il confezionamento dei proiettili. Il quantitativo complessivo della sostanza stupefacente sequestrata avrebbe permesso di ottenere sul mercato un profitto di oltre 35mila euro. «Ho richiesto una perizia su armi e munizioni», spiega il difensore di A.M., l’avvocato Gianni Menna, «per capire se sono o meno effettivamente pericolose. Così come ho richiesto anche un esame chimico sui 37 chili di marjiuana per stabilire la concentrazione». Le indagini della finanza coordinate del sostituto procuratore Michele Pecoraro sono ancora in corso per individuare una possibile filiera illecita della sostanza stupefacente nonché la provenienza delle armi. «L’indagine», spiegano gli investigatori, «è frutto della intensa e costante attività di monitoraggio del territorio coordinata dal comando provinciale di Chieti che ha disposto un’attenzione specifica sul Vastese, crocevia della droga, al fine di prevenire e reprimere ogni forma di traffico illegale, non solo a carattere economico-finanziario».
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