Arrestato il maniaco con due lauree

È un uomo di 63 anni con problemi psichici: bloccava le ragazze in strada, si denudava e le seguiva fino a casa
CHIETI. Il molestatore seriale delle studentesse è finito in manette: ha due lauree e sta preparando la tesi per la terza. I carabinieri lo hanno arrestato all’interno della biblioteca dell’università d’Annunzio. Era seduto e leggeva in tranquillità, come se nulla fosse accaduto, ma il sospetto è che stesse individuando l’ennesima vittima. Da ieri pomeriggio il maniaco, un 63enne con problemi psichici, originario della provincia di Pescara, si trova ai domiciliari nella struttura di Ripa Teatina in cui vive da qualche tempo: è accusato di atti persecutori e violazione di domicilio. Da giorni carabinieri e polizia erano sulle tracce di un uomo, segnalato da numerose ragazze, che si masturbava in pieno giorno nei dintorni dell’ateneo, senza preoccuparsi dei passanti.
L’allarme, a Chieti Scalo, scatta la scorsa notte. Una studentessa universitaria fuori sede, di 24 anni, sta tornando a casa dopo una serata trascorsa con gli amici. All’improvviso si trova davanti un anziano, con gli occhiali e un cappello nero, che la saluta e le chiede di continuo di salire a casa. Lo sconosciuto si denuda e inizia a masturbarsi. La ragazza è terrorizzata. «Devi smetterla, chiamo i carabinieri», grida a squarciagola, prima di scappare verso l’appartamento in cui vive in affitto con altre due studentesse. Una volta in casa, racconta l’accaduto a un amico e telefona al 112. Quando i militari arrivano sul posto, però, l’uomo è già lontano.
Un nuovo allarme scatta alle 8.30. Il maniaco, che ha scoperto dove abita la giovane, torna infatti alla carica e si presenta davanti alla sua abitazione: prima comincia a suonare il campanello all’impazzata, poi colpisce il portone con un ombrello. La 24enne e una delle coinquiline, spaventate, si barricano in casa e chiedono l’aiuto di un vicino: il maniaco viene messo in fuga, nel frattempo parte la chiamata al 112. I carabinieri del nucleo radiomobile di Chieti, coordinati dal maggiore Massimo Capobianco e dalla tenente Maria Di Lena, rimangono in zona, considerando anche le segnalazioni arrivate nei giorni precedenti. La scelta si dimostra azzeccata perché, dopo pochi minuti, le studentesse – che intanto sono arrivate all’università – telefonano di nuovo ai carabinieri: il maniaco è seduto in biblioteca. Gli uomini dell’Arma si precipitano in ateneo, lo bloccano e lo portano in caserma. Ed emerge così che è anche iscritto all’università: a novembre ha in programma la discussione per prendere la terza laurea. Nel frattempo, su disposizione del sostituto procuratore Giuseppe Falasca, è ai domiciliari.
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