Arrestato in Romania il sesto bandito

In manette una figura di spicco della gang: era da alcuni familiari a Craiova. L’altro “capo” non risponde al giudice
LANCIANO. È Marius Adrian Martin, 34 anni, romeno, con precedenti per associazione a delinquere, reati contro la persona e il patrimonio, il sesto componente della banda di romeni che ha compiuto l’efferata rapina nella villa dei coniugi Martelli all’alba di domenica 23 settembre ad essere stato catturato. L’uomo era fuggito in Romania, ma è stato rintracciato e arrestato.
LA FUGA. A differenza degli altri componenti della banda, lui in Romania era riuscito ad arrivarci. Dopo la rapina in villa, Martin era fuggito per evitare l’arresto, ma la sua fuga è durata solo qualche giorno in più rispetto ai complici: i fratelli Turlica, Costantin Aurel (22 anni) e Ion Cosmin (20 anni), Ruset Aurel (25 anni), Alexandru Bogdan Colteanu (26 anni) e Bogdan Gheorghe Ghiviziu (26 anni). Grazie alle indagini coordinate dal procuratore Mirvana Di Serio e affidate congiuntamente a carabinieri e polizia, gli inquirenti sono arrivati a Martin. In particolare sono state le intercettazioni telefoniche a portare a lui. Che si era rifugiato a Craiova, da alcuni familiari. Ma la polizia romena, assieme alle forze investigative italiane, lo ha scovato. Il giudice per le indagini preliminari Massimo Canosa ha firmato un mandato di arresto europeo nei suoi confronti e ieri il comandante del Nucleo investigativo del comando provinciale carabinieri di Chieti, maggiore Marcello D’Alesio, insieme al capo della squadra mobile della questura di Chieti, Miriam D’Anastasio, sono andati in Romania, dove si trova un investigatore dello Sco, per l’estradizione. Dovrà tornare a Lanciano.
MARTIN. A Lanciano era conosciuto, in particolare dalle forze dell’ordine. Per 10 anni “Adriano” ha abitato in città tra corso Roma e Santa Croce, dove vivono ancora la madre e la sorella. Finito nel 2015 in una maxi inchiesta per furti d’auto, nel marzo scorso è stato rinviato a giudizio per ricettazione e furti di auto. In base alle indagini fatte dai carabinieri, Martin era nella gang romeno-pugliese che avrebbe rubato da gennaio a giugno 2015, su commissione, anche venti auto al mese tra Lanciano, Ortona, Casoli Chieti, L’Aquila. Molte Fiat 500, Fiat Panda, Peugeot 207 e anche tre Fiat Ducato. A processo lui è per ricettazione di alcune auto, furto al Circolo tennis e in abitazione. È stato ai domiciliari per alcuni mesi. In quella stessa inchiesta inizialmente era finito anche Bogdan Gheorghe Ghiviziu, l’autista-palo della banda in carcere assieme ai fratelli Turlica e Aurel, i primi a confessare la rapina e a scaricare le colpe delle violenze su Alexandru Bogdan Colteanu, il 26enne in carcere a Santa Maria Capua Vetere.
LA RAPINA. Secondo le indagini Martin ha avuto un ruolo attivo nella rapina. Sarebbe entrato nella villa con Colteanu, Costantin Turlica e Ruset Aurel. Fuori i pali-autisti Ghiviziu e Ion Turlica. L’uomo quindi non ha avuto un ruolo marginale: anzi, essendo il romeno più “anziano”, da più anni a Lanciano, era il capo della banda chereclutava gli altri. A riconoscerlo sarebbero stati i coniugi Martelli in alcune foto mostrate dagli inquirenti.
COLTEANU. Se per Martin ieri è scattato l’arresto, per Colteanu c’è stato l’interrogatorio di garanzia. Ma ha fatto scena muta l’uomo più crudele della gang. Si è avvalso della facoltà di non rispondere nell’interrogatorio in rogatoria nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Come i connazionali già arrestati rispondeva di rapina pluriaggravata, lesioni gravissime, sequestro di persona e porto abusivo di arma. Ma non ha proferito parola; non ha nemmeno cercato di scrollarsi di dosso le accuse dei connazionali, che lo hanno indicato come capo della gang e colui che ha picchiato Martelli e tagliato l’orecchio alla moglie. Colteanu resterà in carcere dov’è da una settimana per ricettazione: aveva cercato di piazzare un orologio, un Breitling, rubato al medico Carlo Martelli per proseguire la fuga, perché deve scontare una pena a un anno e 4 mesi per una precedente cruenta rapina a Frosinone e ora anche per quella di Lanciano.
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