Arrestato per la violenza su una 16enne

Lui è a Casoli ai domiciliari. La ragazza ha un handicap cognitivo: è stata caricata sull’auto dell’uomo e stuprata
LANCIANO. L’avrebbe caricata in auto e violentata per un’ora, minacciando di riempirla di botte se avesse rivelato a qualcuno quello che era successo. L’incubo di una studentessa diciassettenne di un paese della Val di Sangro (che non riveliamo per tutelare la vittima) è finito ieri con l’arresto del suo presunto stupratore. All’alba i carabinieri della caserma di Villa Santa Maria hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per I.M., muratore 45enne di origine albanese, residente a Casoli, accusato di violenza sessuale nei confronti di una minorenne con handicap cognitivo.
Le indagini, partite mesi dopo il presunto abuso sessuale, sono state coordinate dal sostituto procuratore di Lanciano, Rosaria Vecchi, e condotte dai carabinieri di Villa Santa Maria e della compagnia di Atessa. I fatti risalirebbero al 1° giugno del 2014. La ragazza si trovava, come succedeva solitamente, in compagnia di un’amica e del suo fidanzato ventenne, anch’egli albanese. La coppia voleva far conoscere un ragazzo alla giovane, in realtà le presentò I.M.. Subito dopo averla conosciuta, il 45enne caricò in auto la minorenne portandola in una zona sperduta del paese. Qui per un’ora, dalle 16 alle 17, avrebbe abusato di lei. Riportandola in paese, il muratore minacciò la ragazza che l’avrebbe percossa o allontanata dalla sua famiglia se avesse parlato con qualcuno di quello che era successo.
Per mesi la giovane ha tenuto dentro questo fardello. Fino a quando, nel marzo di quest’anno, a scuola un’insegnante ha intuito qualcosa, raccogliendo poi dalla ragazza il racconto di una violenza. La rete tra scuola e carabinieri - quelli di Villa, diretti dal maresciallo Fabio Di Toro Mammarella, e della compagnia di Atessa, al comando del luogotenente Federico Ciancio - e poi mesi di indagini coordinate dalla Procura frentana, hanno portato all’arresto di ieri.
Il gip del tribunale di Lanciano aveva respinto la richiesta di misura cautelare per il muratore. È stato il tribunale del riesame dell’Aquila, su appello del pm Vecchi, a disporla. I.M., marito e padre, con precedenti per reati contro la persona, è detenuto ai domiciliari con il braccialetto elettronico. Non può allontanarsi dalla propria abitazione né comunicare con persone diverse da quelle che vivono con lui.
L’attività investigativa continua tuttora per accertare eventuali corresponsabilità di terzi. Le indagini si concentrano, in particolare, sulla presunta complicità del giovane connazionale e dell’amica della vittima.
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