Arrestato per lo sparo contro il buttafuori

9 Agosto 2017

San Salvo. In manette 27enne: era nel gruppo che creò disordini davanti a disco beach. Trovata anche la Beretta 7,65

SAN SALVO. Le manette sono arrivate all’improvviso durante una serata di vacanza. Con l’accusa di porto illegale d’arma, lesioni gravi e aggravate, ricettazione e altri reati connessi, i carabinieri del Nucleo operativo di Vasto hanno eseguito lunedì, alle 23,30, un ordine di custodia cautelare in carcere per Denis Bima, 27 anni, incensurato. Sarebbe lui l’uomo che il 22 giugno a San Salvo sparò un colpo di pistola contro Walter Cordisco, 34 anni, l’addetto alla security del locale El Domingo del lido Pachuka Beach, ferendolo ad una gamba. «Non è affatto così. Lui era semplicemente sul posto», lo difende il suo legale, l’avvocato Marisa Berarducci. A incastrare l’albanese sarebbe un bossolo calibro 7,65 trovato dai militari sul posto della sparatoria mentre il ferito veniva trasportato in ospedale e alcune intercettazioni telefoniche.
La ricostruzione del fatto. «Dalle testimonianze dei presenti è stato possibile accertare che un gruppo di cittadini di nazionalità albanese aveva creato disordine all’ingresso del Domingo e il personale addetto alla sicurezza era intervenuto per allontanarlo», annotano gli investigatori. L’allontanamento era stato interpretato come un affronto e uno del gruppo aveva esploso un colpo di pistola ferendo gravemente l’addetto alla sicurezza. «Abbiamo subito ascoltato le prime testimonianze e visionato le immagini della videosorveglianza del locale», raccontano i carabinieri. «Subito dopo sono stati fatti su alcuni sospettati i rilievi dello Stub (ossia l’accertamento finalizzato alla ricerca di particelle di polvere emesse dallo sparo, ndc). I risultati sono stati trasmessi al Ris dei carabinieri di Roma. Contestualmente sono state eseguite diverse perquisizioni personali e domiciliari», raccontano gli investigatori. Nel frattempo, su delega dell’autorità giudiziaria, sono state avviate anche indagini tecniche come le intercettazioni telefoniche. Queste ultime hanno dato ottimi riscontri investigativi e permesso di indirizzare le indagini su Bima. Nel corso della perquisizione che è seguita, i carabinieri hanno recuperato anche l’arma adoperata per la sparatoria: una semiautomatica Beretta calibro 7,65. Gli accertamenti eseguiti dalle sezioni di microscopia e balistica del Ris di Roma, hanno confermato i sospetti. A quel punto il sostituto procuratore di Vasto, Gabriella De Lucia, ha disposto la misura cautelare in carcere per il 27enne albanese. Il giovane si trova nella casa circondariale e di lavoro di Vasto in attesa di ulteriori sviluppi. Le indagini non sono infatti ancora concluse e i carabinieri non escludono ulteriori sviluppi.
La difesa. L’udienza di convalida dovrebbe tenersi questa mattina. Il difensore dell’accusato, l’avvocato Marisa Berarducci, non si sbilancia ma rimarca che il suo assistito non ha mai avuto comportamenti inquietanti.«Il mio cliente è incensurato. La sua colpa è di essersi trovato la sera del 22 giugno scorso nel gruppo che ha affrontato l’addetto alla security. Erano un trentina ed era buio», dice la Berarducci contestando il fatto che a premere il grilletto possa essere stato il giovane arrestato.
Il ferito. San Salvo attende nuovi colpi di scena. La vittima della sparatoria tace. Walter Cordisco non vuole commentare l’arresto. «Non dico nulla perché non sono io ad aver condotto le indagini», commenta telegraficamente. Dalla sera del ferimento non è ancora tornato al lavoro. Lo farà presto dopo che i medici toglieranno dalla sua gamba operata il supporto metallico inserito subito dopo il ferimento per permettere all’osso attinto dal proiettile che gli ha attraversato il polpaccio, di rinsaldarsi. «Sto bene e sono felice di essere vicino alla guarigione completa. Ringrazio ancora tutti quelli che mi sono stati vicino e i soccorritori. Presto tornerò a lavorare», conclude Cordisco.
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